C’è un posto nel deserto, Victory, dove le case sono villette bellissime, le casalinghe tutte sexy e alternano i mestieri di casa ai cocktail, i mariti hanno stipendi altissimi e lavori importanti e misteriosi, le auto sono da collezionisti, i vestiti anni Cinquanta e l’unica condizione per non venire cacciati dall’Eden è non ficcare il naso nelle questioni di lavoro guidate dal grande supervisore Frank, che dirige il misterioso “progetto ai materiali avanzati”. Poi la più sveglia delle signore, Alice (Florence Pugh) sposata con il lanciatissimo Jack (Harry Styles) si impensierisce per il comportamento di un’amica ed ecco che l’Eden può celare l’inferno, ovvero l’inferno è sempre stato nelle loro vite (nelle nostre?) ma al momento è…
Olivia Wilde, ex 13 di Dr. House, alla seconda regia incrocia Second Life e Matrix alla Fabbrica delle mogli. Fantascienza quindi, eppure il progetto sembra partire già invecchiato. Forse perché ne facciamo parte?
Venezia 79. Don’t Worry Darling
L’Eden? Una vita come un film anni Cinquanta. Magari parallela...







































