Venezia 79. Blonde

Vita immaginaria, ma non tanto, di Marilyn Monroe

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Si chiama Norma Jeane Baker, prenderà come nome d’arte Marilyn Monroe. Mamma va matta per il cinema, la vuole portare in un incendio di Hollywood (metafora?) e finisce in manicomio,   papà sembra una foto strappata a una rivista di cinema (metafora?). I produttori chiedono sesso in cambio di carriera, ogni uomo importante o no nella vita di Marilyn , che lo sposi o no, lo chiama papà. Il papà ogni tanto sbuca dal nulla e le scrive pentito. Sarà vero? Ogni volta che Marilyn avanza in carriera  Norma Jeane si lamenta perché Marilyn è la nemica di Norma Jeane, il nemico è il cinema: Marilyn sposa lo sport (Joe di Maggio) e poi sposa il teatro (Arthur Miller) ma anche questi papà non funzionano.  La politica (JFK in busto da ferito di guerra) è una fellatio di corsa sotto il controllo dei servizi segreti. Non si sente una diva ma una blonde, una ossigenata. Fa sesso a tre con i figli di Charlie Chaplin e di Edward G. Robinson (metafora, metafora: fa sesso a tre con il cinema del passato…), poi deve abortire per poter fare film. Insomma, il nemico di Norma Jeane è quella Marilyn che per fare cinema la costringe a inzepparsi di droghe e medicine. Forse alla fine Marilyn uccide Norma Jeane. Metafora, metafora, metafora.  Non c’è davvero molto di nuovo nella biografia di Marilyn Monroe reinventata nel romanzo Blonde da Joyce Carrol Oates, se non che la mole di dolore forse è ancora più alta di quella che si sospetta (ma altre bio narrano veri inferni). Tutte queste metafore appesantiscono? Però spiegano molto. È una biografia romanzata e il regista Andrew Dominik (Chopper, L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford) dirige biografie quasi tradizionali che all’improvviso optano per sperimentazioni sonore e fotografiche e spesso tracimano nel kitsch. E Ana De Armas? Brava: in fondo non somiglia davvero a Marilyn, finge il corpo fuori e rende bene quel continuo rovistare ginecologico dentro. I film della sua vita sono quelli che sapete, ricostruiti con splendidi incroci tra vero e falso.

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