All’inizio abbiamo temuto la solita commedia su una separazione, la fatica e la paura di un nuovo amore, sia pure tra borghesi benestanti marocchini a Parigi. E invece ecco che Moussa, neo separato, devastato e troppo dedito al lavoro, picchia la testa dopo aver bevuto troppo, entra in sonnolenza che fa temere un coma e quando ne esce è un personaggio da saggio di Oliver Sacks: il suo cervello dopo avere rimbalzato contro la parete cranica gli ha tolto odori, sapori e un bel po’ di inibizioni: Moussa comincia a mandare al diavolo la figlia che chiede soldi, il figlio terrapiattista, il fratello carrierista, la sorella buona e dedita e il resto della famiglia. Les Miens. Chi supera le convenzioni sociali diventa imbarazzante, caustico, violento, infrequentabile e a modo suo anche disperatamente buffo. Roschdy Zem regista e sceneggiatore e Maiwenn cosceneggiatrice ci hanno dato una commedia di neuroscienze su come levare la pelle ai propri parenti e ricostruire un’identità dopo averla quasi persa
Venezia 79. Les Miens
Roschdy Zem firma una commedia parigina di neuroscienze





































