Venezia 79. Siccità

Roma senz’acqua tra scarafaggi, pandemie e rivolte. Una catastrofe firmata Virzì

0

In una Roma prosciugata in elettronica, col Tevere secco e  l’acqua pubblica sequestrata dai privati e al limite del razionamento -però le fontane spruzzano e vengono difese dalla polizia e i ricchi riempiono piscine e vasche jacuzzi- si diffonde un’altra pandemia,  la malattia del sonno. Ovunque scarafaggi. Molti gridano alla dittatura. Seguiamo le storie di una dottoressa scazzata, di un imbonitore da social fallito, di un ragazzaccio ladro e assassino, di un adolescente che crolla prima di poter fare il suo primo attacco razzista, di un tassista che prende così tanta roba per stare sveglio che ha allucinazioni sentimentali e politiche, di un negoziante fallito, di un carcerato felice di stare in galera che per un errore si trova fuori da Regina Coeli, di un tecnico chiamato a parlare della siccità in tv che finisce nella vasca di una diva (che sia una citazione di Don’t Look Up?). Il film corale di Paolo Virzì (Silvio Orlando, Sara Serraiocco, Monica Bellucci, Tommaso Ragno, Max Tortora, Valerio Mastandrea, Claudia Pandolfi tra i tanti), scritto a otto mani con Paolo Giordano, Francesca Archibugi e Francesco Piccolo si muove davvero su molti fronti, com’è tipico di Virzì, dalla commedia alla tragedia passando per il sociale e persino per il catastrofico. Non sempre ci prende e ci porta via. Però finisce quasi come I promessi sposi. Citazione?

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome