L’autore più amato dal regista Wim Wenders
Nato a Kamakuza, Giappone nel 1903, Yasujiro Ozu dopo il diploma di maestro entra nel 1923 in una casa di produzione cinematografica dove svolge un lungo apprendistato per imparare il mestiere del cinema. Alla fine degli anni Venti dirige diverse commedie che risentono ancora dello stile hollywoodiano, ma è alla fine della seconda guerra mondiale che il cineasta mette in mostra uno stile del tutto personale affrontando nei suoi film alcune tematiche a lui care, quali l’instabilità della famiglia giapponese, l’incomunicabilità tra generazioni, le difficoltà della vita urbana nei rapporti umani. Il suo modo di raccontare la vita con la cinepresa è pieno di pudore e risente anche del processo di occidentalizzazione in atto dal 1945 alla fine del conflitto che sostituito gli antichi valori del nazione nipponica. La sua pellicola più nota è Viaggio a Tokio, 1953, storia di una coppia che fa visita nella capitale giapponese ai figli ormai sposati che però ormai li ignorano. Il ciclo su Ozu propone, tra gli altri titoli in programma, il suo primo film a colori Fiori di equinozio, 1938; il capolavoro della sua produzione più antica, Tarda primavera, 1949; Il sapore del riso al tè verde, 1952, il cui soggetto scritto dal regista verso la fine degli anni Trenta venne bloccato dalla censura e Il gusto del saké, 1962, la sua ultima opera cinematografica realizzata prima della sua scomparsa avvenuta nel 1963.





































