Il film vinse una menzione speciale al IX festival di Locarno, come migliore opera italiana di quell’anno
A seguito della morte del padre, il piccolo Gianni fugge di casa per cercare lavoro in fabbrica. La sorella Rosina, accompagnata dal fidanzato Beppe, si mette alla sua ricerca. Tempo d’amarsi, diretto nel 1955 da Elio Ruffo e ispirato al miglior cinema neorealista, racconta il disagio sociale della profonda Calabria. Girata tra i paesi calabresi di Bovalino e San Luca, la pellicola è una sincera testimonianza a favore dei più deboli, di chi vive in estrema povertà, per responsabilità di una classe dirigente corrotta e da un antiquato sistema sociale ancorato ai pregiudizi. Ruffo muore appena cinquantenne nel 1972 lasciando in eredità un cinema che persegue ideali di giustizia e di libertà. Il film, restaurato da Cineteca Milano e presentato al Locarno Film Festival 2022, verrà replicato martedì 20 settembre, ore 17.00; mercoledì 21 ore 19,00; venerdì 23 ore 17,00; domenica 25 ore 15,00. Il programma prevede anche la proiezione di due cortometraggi del regista calabrese, S.O.S Africo, 1949 (martedì 20 settembre, ore 17,00; mercoledì 21 ore 19,00; venerdì 23, ore 17,00) e Una rete piena di sabbia, 1966 (giovedì 22 settembre ore 19.00).







































Sono stato più di un amico di Elio Ruffo nei primi anni ‘6o. Con lui ho anche fatto un viaggio nei suoi paesi, nella sperava di trovare finanziamenti per realizzare il suo secondo film: “una rete piena di sabbia”, che scopro oggi realizzato in “corto” nel ’66. Non sapevo avesse una figlia, non me ne aveva parlato. Mi piacerebbe avere copia in DVD del suo “Tempo d’amarsi” Sarà possibile? ti.hserfretni@atsetoinne