Il Banco del Mutuo Soccorso rilegge a modo suo L’Orlando Furioso

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Bamco del Mutuo Soccorso
©Pierluigi Di Pietro

C’è un mondo che cambia, c’è un mondo che va avanti nonostante tutto. Covid, pandemia, guerra in Ucraina e cambiamenti climatici non fermano i progetti artistici e soprattutto non fermano uno dei gruppi pop italiani tra i più longevi. Il Banco del Mutuo Soccorso pubblica «Orlando: Le forme dell’amore», a cinquant’anni dall’esordio con l’album omonimo con la celebre copertina a forma di salvadanaio. Un simbolo che è rimasto nel tempo e che appare anche nei decenni successivi, tanto che già il precedente «Transiberiana» riportava il salvadanaio a forma di mappamondo. E così anche nel nuovo album appare il salvadanaio, stavolta con un taglio a forma di luna.

Eccoli quelli del Banco: Vittorio Nocenzi in vistoso pizzetto bianco, Tony D’Alessio il cantante che ha sostituito Francesco Di Giacomo, Michelangelo Nocenzi coautore delle musiche insieme al padre Vittorio e Paolo Logli autore delle liriche insieme a Vittorio Nocenzi. È quest’ultimo che, dopo la breve presentazione del manager Paolo Maiorino, inizia a raccontare come si è arrivati a un concept album come «Orlando: Le forme dell’amore». Il disco esce esce sul mercato internazionale il 23 settembre 2022 anticipato dalle tracce “Cadere o Volare” e “La Pianura rossa”. Cinquant’anni intercorrono tra “Orlando: le forme dell’amore” e il “Salvadanaio”, uscito il 3 maggio 1972 per la Ricordi Dischi. Durante la conferenza Vittorio Nocenzi ricorda che l’idea del salvadanaio era venuta a Lucio Salvini, discografico della Ricordi. Iniziava allora la storia del Banco. Il primo brano dell’album si intitolava “In Volo”, e nei suoi versi veniva evocato il personaggio di Astolfo e il suo Ippogrifo, il cavallo alato, due figure centrali de “L’Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto, poema capolavoro del Rinascimento italiano.

Non è quindi una casualità che torna prepotentemente «L’Orlando furioso», un poema cavalleresco in ottave di Ludovico Ariosto, iniziato nel 1503 e pubblicato per la prima volta a Ferrara, città dove partirà il tour che continuerà per Milano (23 novembre 2022 al Teatro dal Verme), e proseguire per Firenze, Palermo, Catania, Roma, Bologna, Brindisi e Bari. Le quindici composizioni che danno vita al nuovo lavoro sono nate da un’idea di Michelangelo Nocenzi, il terzo figlio di Vittorio. Un concept sul più prode dei Paladini dell’imperatore, che rinuncia a correre in aiuto ai suoi commilitoni attaccati dal nemico per salvare la donna che ama, e che poi lo respingerà. Ma dietro a questo c’è molto di più: una grande guerra fra Occidente e Medio Oriente, fra cristiani e saraceni, e tante altre storie d’amore. Questo sentimento viene declinato in tutti i modi possibili: c’è l’amore respinto, quello inatteso, quello fraterno, quello per il potere, quello possessivo, quello proibito. 

A suo tempo Vittorio Nocenzi e Francesco Di Giacomo ebbero occasione di parlarne di questo progetto che si concretizza solo ora. Stavano cominciando a lavorarci già nel 2013, poi è arrivata la scomparsa di Di Giacomo e Vittorio per un breve periodo medita il ritiro dalle scene come Banco del Mutuo Soccorso. Invece?

«Invece ho capito che era importante continuare – afferma Vittorio Nocenzi – perché la perdita di Francesco e prima ancora di Rodolfo ha significato per noi uno tsunami. Occorreva però proseguire per almeno tre motivi. Il primo per il fatto che le persone vicine al mondo del Banco chiedevano esplicitamente di non abbandonare questo glorioso marchio. Il giudizio e i desideri di un pubblico che ti segue vanno rispettati. La stima e l’ammirazione degli altri per il lavoro che fai è un privilegio che va corrisposto. L’artista ha il dovere di rispondere con disponibilità. Secondo motivo è quello che continuando è come tenere ancora un po’ in vita chi non c’è più. Terzo motivo è stato che il mio terzo figlio è diventato il mio alter ego musicale. È stato lui quella volta a venire da me e Francesco e dire che occorreva pensare alla ricorrenza dei cinquant’anni e magari ripartire dall’Orlando che aveva segnato l’esordio del nostro primo disco».

Nella lunga conferenza Vittorio Nocenzi spiega come sono cresciute le liriche e come si è arrivati a formulare la sequenza sonora:

«Come nuova formazione ci siamo misurati in primis con «Io sono nato libero», una lunga suite molto impegnativa. Poi abbiamo sviluppato un album di canzoni totalmente nuove come «Transiberiana» e adesso questo album concept dove emerge una potentissima base ritmica e due chitarristi con caratteristiche diverse e che insieme danno forza al sound del gruppo. Oggi come oggi credo di poter affermare che il Banco sta vivendo una seconda giovinezza, con un organico ormai consolidato e al meglio delle sue potenzialità».  

Sotto il profilo musicale vi sono delle novità come una forte presenza del sax di Carlo Micheli in «Non credere alla luna», come anche la voce femminile di Viola Nocenzi che interviene in «L’amore accade». Ancora Nocenzi spiega queste novità:

«Per quanto riguarda la parte di sax è molto caratterizzante nel brano, come anche la voce femminile che canta il rifiuto di Angelica che sarà poi il motivo scatenante della pazzia di Orlando. Serviva discontinuità e allora ecco la voce di Viola che diventa credibile, perché altrimenti è un attimo cadere nel musical. Noi invece siamo e resteremo collegati a quello che possiamo chiamare Prog, uno stile che supera i vari cliché. Non sono solo tempi dispari ma è una libertà di espressione dove puoi trovare momenti jazz, folk o sinfonici. Una contaminazione tra generi come libertà di espressione».

Tony D’Alessio, Vittorio Nocenzi, Michelangelo Nocenzi, Paolo Logli alla conferenza stampa. ©Giordano Casiraghi

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Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018), Che musica a Milano (Zona editore, 2014), Cose dell'altro suono (Arcana, 2020) e Battiato - Incontri (O.H., 2022).

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