Smile

Attenti a chi vi sorride e poi... Un horror paranoico

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Smile
di Parker Finn
con Sosie Bacon, Jessie Usher, Kyle Gallner, Rob Morgan, Kal Penn

Riandate con la mente al finale di Psycho, quando il serial killer Perkins ormai parla con la voce della mamma e sorride mentre il suo viso va in sovrapposizione con la mummia della mamma. Fatto? Chi vede un sorriso di questo tipo poi, dopo pochi giorni si uccide nel peggiore dei modi, sorridendo. È come un virus, si trasmette. Bella idea, economica, variante degli horror in cui sei condannato a morte da un sogno, da una telefonata, dalla visione di una videocassetta, eccetera. Seconda bella idea: un sorriso così lo vede una psicoterapeuta: quando lo dice la prendono per matta, è un grande topos della paranoia: se è matta anche quella che cura i matti, si salvi chi può. La malattia in questione sarebbe il PTSD, il disordine post traumatico. Terzo elemento: la psicologa ha una brutta storia famigliare. Aggiungete una cura particolare per i suoni (le musiche, spesso in questo film sono suoni distorti: le li senti sai che poi ti spaventi), e un dosaggio onesto di apparizioni che innervosiscono. Il recensore, contrariamente alle sue abitudini, un paio di volte si è spaventato. Insomma, un bell’horror come esordio nel lungometraggio. Difetti? Ci dev’essere stata una battaglia per il finale. La logica lo vuole in un certo modo, il mercato ha le sue leggi…

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