Omicidio nel West End
di Tom George
con Saoirse Ronan, Sam Rockwell, Adrien Brody, Ruth Wilson, David Oyelowo
Siamo a Londra negli anni Cinquanta e stanno per festeggiare la centesima replica a teatro di Trappola per topi di Agatha Christie, con un giovane Richard Attenborough protagonista come appunto era nella realtà. Ecco che qualcuno uccide l’arrogante ma buffo regista americano (Brody) venuto a studiare l’opera teatrale inglese per stravolgerla in un film hollywoodiano. Scotland Yard manda a teatro un ispettore (Rockwell, mezzo tenente Colombo e mezzo ispettore Clouseau) e una agente (Ronan, piena di disastrose buone intenzioni) e – come previsto dal regista americano- il tutto potrebbe diventare il solito giallo in cui nel finale l’investigatore radunerà in salotto tutti i sospettati e identificherà il colpevole. Non sarà proprio così perché il film è un concentrato di buone intenzioni, qualche birignao per addetti ai lavori, strizzate d’occhio al cinema inglese del periodo e al teatro di Agatha Christie (molti personaggi hanno nomi che vengono dai gialli della Christie), molti omaggi (l’ispettore si chiama Stoppard come il drammaturgo e il maggiordomo Fellowes, come l’autore di Gosford Park e Downtown Abbey) con un ventaglio di sospettati poco sospettabili e due protagonisti che sono indecisi se far ridere o fare nostalgia con sottotesti malinconici. È un cinema di ritorno, anche tornato di moda dopo Cena con delitto – Knives Out con Daniel Craig. Il Guardian lo definisce whodunnit meta-spoof, una meta parodia del genere chi-è-stato: Branagh però quando rifà Agatha Christie mezzo film se lo reinventa, perché ormai tutti sanno chi è l’assassino. Tom George è al suo terzo film e dicono che guardi (con timidezza) al cinema di Wes Anderson. Il titolo originale è See How They Run






































