La notte del 12
di Dominik Moll
con Bastien Bouillon, Bouli Lanners, Anouk Grinberg, Théo Cholbi, Johann Dionnet
Siamo dalle parti di Grenoble. Nella notte del 12 ottobre la ragazza Clara lascia una festa e sulla strada di casa qualcuno la irrora di benzina e la brucia viva. Iniziano le indagini, affidate alla Giudiziaria invece che alla polizia locale. Il nuovo caposquadra dei detective è un capitano giovane, serio, non ovvio, forse come ama definirsi lui “bacchettone”. Il tema è un’indagine destinata – lo dicono all’inizio- a entrare tra i molti casi non risolti. Ma non è solo un’indagine su chi ha ucciso la ragazza e sulla ragazza, ma anche e soprattutto sui poliziotti che indagano. Mai banale neppure quando affronta temi d’attualità come il femminicidio. “ È un mondo di uomini” dice una detective, “dove alcuni uomini uccidono e altri uomini indagano. E le donne muoiono”. Potrebbe sembrare una semplificazione. Il regista la evita, va oltre. Ci sarebbe la sorprendente vita sessuale della ragazza. Altro ostacolo che il regista affronta e attraversa. Le sorprese sono molte, e sono commoventi, “morali” ma evitano il moralismo, realistiche, ma senza “realismo”, interessanti e spesso intriganti. Dire di più è un peccato. Dominik Moll tedesco naturalizzato francese è lo stesso che ha diretto Only the animals- Storie di Spiriti amanti e Harry, Un amico vero, scritti – come La notte del 12– sempre in coppia con Gilles Marchand. E come sempre nei suoi film ci sono assassini, amanti e fantasmi. E -come dice qualcuno- non c’è bisogno di credere ai fantasmi. Se i morti sono con noi è perché hanno qualcosa da dirci. Davvero bello.





































