The Hatching – La forma del male

Un horror anomalo: freddo, finlandese, femminile

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The Hatching – La forma del male di Hanna Bergholm con Siiri Solalinna, Sophia Heikkilä, Jani Volanen, Reino Nordin, Oiva Ollila

Com’è difficile la vita in Finlandia, tra tanto bianco e corone di fiori colorati: mentre la madre influencer della ragazzina Tinja, in un nitidissimo villaggio geometrico tra i boschi, prepara video dolciastri per il blog “Amabile vita quotidiana”, entra nella stanza un corvo e fa disastri. Finisce nell’umido con il collo rotto dalla padrona di casa, ma non è morto e dev’essere ucciso dalla ragazzina. Lascia un uovo che quando si schiude… È un horror anomalo, in piena luce, come piace da quelle parti, e coi colori da casa di bambole: forse è un saggio sulla rinascita/ trasformazione (il titolo originale è La schiusa) di un’adolescente che reagisce alla crescita e al disagio. Molto femminile: la mamma ha l’ossessione dei social e della ginnastica, una brutta cicatrice, frustrazioni per il passato sportivo, si definisce “donna con due figli e un marito”, ha un amante ufficiale e scarica su Tinja uno stress notevole. Tinja si comporta, con un doppio di sè, come una madre. Forse come una madre uccello… Crescere è l’accettazione da parte di Tinja della parte orrenda di sé? Comunque le donne (umane e no) qui decidono il bene e il male, i maschi sono sullo sfondo.

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