La vita è una danza

Commedia sentimentale tenera, intelligente e coreografica

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La vita è una danza
di Cédric Klapisch
con Marion Barbeau, Hofesh Shechter, Denis Podalydès, Muriel Robin, Pio Marmaï

Mentre danza Bayàdere la ballerina classica Elise (Marion Barbeau, vera étoile dell’Opera di Parigi) scopre che il fidanzato traditore le spezza il cuore e lei quasi si spezza una caviglia. Il suo fisioterapista, appena lasciato da un’altra e anche un po’innamorato di lei, vede un rapporto tra una vita che perde il centro d’appoggio e un corpo che perde la caviglia. Il medico consiglia riposo e teme che forse, al balletto classico non tornerà mai più. Il padre aveva sempre detto “studia legge, mai affidarsi per il lavoro al corpo che invecchia”. Elise va in Bretagna con due amici di un catering che litigano, si accoppiano e sfornano manicaretti e lì c’è  un corpo di danza contemporanea: splendide coreografie tribali e una storia d’amore convincono Elise a rischiare di nuovo la caviglia. E anche altre parti del corpo. Il titolo originale è En corps: lo psicoanalista Lacan, che nella parola “amore”(amour) leggeva à-mur, il muro del linguaggio, sosteneva che l’amore chiede di ricominciare “ancora”: encore e en-corps hanno lo stesso suono. Il corpo di danza contemporanea che Elise trova in bretagna è quello di  Hofesh Shechter: una gioia scatenata per l’intelligenza e per gli occhi. Klapisch è il regista di Ciascuno cerca il suo gatto e L’appartamento spagnolo. 

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