Si è conclusa una stagione decisamente trionfale per l’Arena di Verona, che ha visto esibirsi sul palco del teatro scaligero artisti italiani ed internazionali. Da Elisa a Ligabue, da Zucchero ai Simple Minds, dai Maneskin a Nick Cave, la città di Verona ha ospitato circa 60 spettacoli e ospitato 620 mila spettatori. Molti sono stati anche gli eventi tv: DallArenaLucio, il tributo per ricordare l’immenso Lucio Dalla a dieci anni dalla sua scomparsa, i Power Hits Estate con i “tormentoni” estivi, le tre serate di Arena ’60 ’70 ’80 e…’90, la grande festa di Amadeus dedicata agli artisti e alle canzoni della nostra vita, i Music Awards, gli Oscar della musica, e poi ancora Il Canto degli italiani di Gianni Morandi che, dopo Vittorio Grigolo e il Volo, ha riportato Verona ad essere città simbolo nel giorno istituzionale della Festa della Repubblica, cantando dall’Arena l’Inno d’Italia per il pubblico televisivo del 2 giugno. Particolare orgoglio è mostrato, bella conferenza stampa di fine stagione, da parte del Sindaco di Verona Tommasi: “ Quello che accade ogni anno in Arena parla chiaro. Ho avuto la fortuna di leggere negli occhi degli artisti l’emozione e l’adrenalina che provoca esibirsi in Arena. Significa molto per il mondo della musica e dello spettacolo ed è nostra premura creare sempre questa aspettativa negli artisti che è sempre molto partecipata da parte anche del pubblico.”
L’amministratore delegato della Fondazione Verona Gianmarco Mazzi ricorda i successi ottenuti anche quest’anno e i risultati raggiunti, anche economici, dalla Fondazione, particolarmente importanti soprattutto dopo la pandemia e il ritorno alla capienza piena anche in Arena: “ L’Arena è uno straordinario asse, e cerchiamo sempre di dare il meglio. 60 eventi solo quest’anno, mentre di solito sono attorno ai 30/40, anche per ricollocare spettacoli che non erano stati fatti a causa della pandemia. E poi c’era un grande entusiasmo da parte del pubblico che aveva voglia di tornare nei luoghi di spettacolo. Verseremo nelle casse della fondazione più di 3 milioni di euro e in questi anni abbiamo raccolto tra fondazioni e dividendi più di 10 milioni euro, un risultato che inorgogliosce e premia il nostro impegno.” Il pubblico è estremamente variegato, spesso (come per Eros Ramazzotti) solo la metà provenivano dall’Italia. E questo è particolarmente significativo per indicare l’importanza di questi eventi che richiamano anche un pubblico internazionale.
Ospite d’onore della Conferenza è Riccardo Cocciante, che ha festeggiato con 3 repliche proprio all’Arena di Verona i 20 anni del suo storico musical Notre Dame De Paris, che il maestro ama definire, giustamente, un esempio di teatro canzone.: “Sono molto affezionato a Verona perché c’è un posto degno, grande, per esibirsi. Nel 2002 eravamo un genere che dava quasi un po’ fastidio. Ma era importante far crescere il teatro musicale, e deve farlo atttaverso il linguaggio della musica, del testo che si evolve. Il musical non è come l’opera, mescola il canto e il parlato ma è più leggero. Notre dame è un tantativo di ridare vita a questo tipo di espressione a cui io giovane non si avvicina facilmente. Il mondo è cambiato e la comunicazione anche, e io recitar cantando pure deve cambiare. E spero che anche in altri posti si possano ricreare luoghi simili come l’Arena.” E, insieme a Gianmarco Mazzi, apre già le porte per il futuro: “ Vorrei tornare a Verona con un concerto mio, festeggiare i miei 50 anni di carriera qui. Quest’estate ho fatto alcuni concerti per provare a me stesso che, a 76 anni, ero ancora capace. Perché non era scontato. Spesso poi in questo campo si ha paura di dare spazio ai giovanissimi , come mi è capitato per Romeo e Giulietta ed è stata un’esperienza meravigliosa che vorrei ripetere .”






































