Saranno proiettate nove pellicole tra le più celebri della sua filmografia
Nato il 25 aprile 1941 a Lione, Bertrand Tavernier trascorre la sua gioventù a Parigi dove fonda giovanissimo un cineclub e già nel 1964 debutta dietro la cinepresa dirigendo l’episodio del film La chance et l’amour. Poi si dedica alla critica cinematografica per dieci anni prima di esordire nel lungometraggio con un romanzo di Georges Simenon, L’orologer d’Everton, spostando l’azione a Lione e riconvertendo il titolo in L’orologiaio di Saint Paul (1974). Il film, la storia di un padre alle prese con un figlio problematico, introverso e accusato di essere un assassino, vince l’Orso d’argento al Festival di Berlino e dà inizio a una fertile collaborazione con l’attore Philippe Noiret, protagonista di altre pellicole di successo quali Che la festa cominci… (1975), ricostruzione storica con riferimenti alla realtà contemporanea; Il giudice e l’assassino (1976), protagonista un giudice di provincia alle prese con un pazzo omicida; Colpo di spugna (1981), lucido ritratto della follia di un poliziotto coloniale in una piccola città dell’Africa e La vita e nient’altro (1989), un apologo contro la stupidità della guerra incentrato sulla figura di un ufficiale dell’esercito francese, che nel 1920 cerca di dare un’identità alle vittime della prima guerra mondiale. Bertrand Tavernier, cui la Mostra di Venezia ha attributo il Leone d’oro alla carriera nel 2015, sarà anche autore di ottime commedie sentimentali, Daddy Nostalgie (1990) e Una domenica in campagna, miglior film al Festival di Cannes 1984. Il ciclo propone tra gli altri titoli L’esca (1995), una storia di ordinaria violenza e La piccola ladra (2004), una denuncia della burocrazia corrotta e l’inquietante La morte in diretta (1980) sul potere devastante dei mass media.







































