Liuck, dj producer bresciano specializzato in musica elettronica piena di energia e melodia, è da sempre ottimista. “Sono sempre ottimista, la musica è troppo bella, non morirà mai e con lei chi di essa vive!”, ci dice, con un sorriso contagioso. I suoi brani, decisamente internazionali, su Spotify totalizzano oltre 42.000 ascoltatori ogni mese. Non pochi, visto che il suo ritmo è piuttosto diverso dal sound urban che in questo periodo sembra essere prevalente. Lo abbiamo incontrato, alla vigilia tra l’altro della pubblicazione di un brano molto importante per lui e per chi ama certe sonorità. L’ha prodotto con Mike Schmid e presto potremo ascoltarlo, su Spotify e altrove.
Che stai facendo di bello in questo periodo a livello musicale e personale?
Sono in studio, al lavoro su una nuova traccia cantata ed ho appena concluso il mio prossimo brano, che sarà strumentale. Mi sto divertendo molto in studio in questo periodo dopo anni di stop e non vedo l’ora di condividere quanto sta nascendo.
Come ti è sembrata, musicalmente, l’estate italiana? Tanta musica in italiano, forse troppa, è un bene o un male?
Producendo un genere più internazionale che nostrano, la lingua che uso nelle mie canzoni è generalmente l’inglese. Quello che conta deve essere la qualità del prodotto. Non ne farei però una questione linguistica, considerando poi che ritengo la nostra una delle lingue più belle del mondo.
C’è un boom notevole di concerti, il che è senz’altro positivo… ma guadagna qualcosa producendo musica registrata sembra ormai quasi impossibile. O no?
Non è impossibile ma è senz’altro difficile… ma è poi il guadagno lo scopo per cui ci si trova in studio a fare musica?
Che artisti o album o generi stai ascoltando di più in questo momento?
Ascolto molta progressive, melodic techno e melodic house, oltre alla trance. Artisti come Sultan+Shepard, Hayden James, Camelphat, Embrz per esempio li ho in rotazione continua. Sono però molto aperto anche a generi e culture nuove. Ascolto ad esempio anche del rap russo come MiyaGi, Sevak ed altri.
E come artista, sei soddisfatto delle tue produzioni più recenti? Ci racconti cosa hai realizzato?
Sono soprattutto felice di essere tornato e di averlo fatto con così tanta voglia ed intensità, senza forzature nel momento in cui ritenevo giusto. Sono felice anche del coraggio e della sfida di provare strade nuove e, sì, sono onestamente soddisfatto dei risultati. Tuttavia ogni giorno cerco di fare qualcosa di meglio e di nuovo e questo mi inorgoglisce.
Che cosa hai imparato negli ultimi tempi da chi ha più esperienza di te? E cosa ti sembra di poter consigliare a chi è più giovane?
Ho imparato che bisogna lavorare, lavorare e lavorare; sviluppare autocritica e con umiltà cercare sempre di imparare. Il consiglio è di prendere la Musica come divertimento, chiudersi nella propria stanza e provare l’emozione di sentire quello che ci piace davvero. Seguire il proprio “io”, non le classifiche.
Radio e tv sembrano sempre meno importanti nel lanciare nuovi generi ed artisti… ma dove nascono le nuove tendenze, oltre che su Tik Tok?
Voglio sempre sognare che le tendenze nuove possano nascere da un’intuizione in studio di chi ci si è recato senza troppi pensieri, ma con la sola voglia di divertirsi e di raccontare ad altri quello che sentiva dentro di sé.
Cosa pensi del bel periodo delle discoteche? E dei concerti?
Soprattutto per i concerti ci sono state tante date da recuperare ed immagino sia stato questo il motivo di quella che mi è sembrata una grande offerta. I ragazzi sono tornati a riempire i dancefloor con la loro energia e questo è positivo e da fiducia, soprattutto per un settore che è stato duramente colpito dalla pandemia.





































