La ragazza della palude
di Olivia Newman
con Daisy Edgar-Jones, Taylor John Smith, Harris Dickinson, David Strathairn
Bisognerebbe leggere il romanzo di Delia Owens per capire come questa storia sia arrivata a diventare questo genere di film. Anni sessanta: Kya figlia di padre violento e bevitore, di madre picchiata e vessata che la molla a dieci anni e muore lontana, e sorella di tre fratelli che fuggono, resta da sola nella palude del sud Carolina, si mantiene pescando cozze e passa il suo tempo a disegnare le creature di terra e d’acqua. Non va a scuola e in paese si parla male di lei. Quand’è adolescente ha un primo amore biondo che la molla per l’università e un secondo amore bruno (violento, forse peggio di suo padre) che vorrebbe tenere lei di scorta e sposare un’altra per fare carriera. Il fetente muore cadendo da una torre di guardia per gli incendi. Processo: l’ha fatto cadere la ragazza della palude? Il processo è soporifero, l’infanzia quasi fiabesca, la parte intermedia somiglia a un documentario, il finale non si può raccontare, la trama è un polpettone, la regista viene dalla tv e usa una fotografia che dovrebbe ricordare i disegni della ragazza. L’insieme è paludoso. La natura provvede a difendersi.






































