Lo abbiamo visto nella trasmissione di Bollani, poi ha tenuto due concerti importanti, il primo a Milano e poi nella sua Napoli. Joe Barbieri torna in pista con l’album antologico dal vivo “Tratto Da Una Notte Vera” mentre è in corso il tour “30 Anni Suonati”.
Joe è uno dei pochi cantautori italiani che si accompagna con la chitarra classica usando le unghie per pizzicare le corde. Viene dalla tradizione di Roberto Murolo che ha riletto con rigore la canzone napoletana, asciugando e togliendo retorica tenorile al grande repertorio partenopeo. Questo rigore lo accomuna a João Gilberto che ha interpretato la bossa nova dandogli una forma definitiva e immortale. Qui in Italia dopo Modugno e Pino Daniele sono rimasti in pochi a proseguire questa tradizione.
Joe Barbieri che propende tra Napoli e Brasile ricorda che Tony Canto continua ad insegnare cose stupende alla chitarra classica, ribadendo che a volte può essere come un’orchestra, perché l’armonia è tutta lì, e con un filo di voce può farti immaginare il paradiso. È un mondo particolare quello che si ascolta con le canzoni di Barbieri.
Il nuovo disco contiene, oltre ad una ispirata e rinnovata fotografia del meglio del repertorio di Barbieri anche tre bonus track: due nuove canzoni (la prima dal titolo “Retrospettiva Futura” e la seconda che Joe ha scritto per omaggiare i propri fan e che si chiama “Maravilhosa Avventura”) oltre ad una densa rilettura di “Dettagli”, classico a firma di Roberto Carlos e Bruno Lauzi, portato al successo da Ornella Vanoni e che il prossimo anno compirà 50 anni esatti. E andando indietro negli anni va ricordato l’inizio di una carriera all’ombra del Vesuvio dove ogni appassionato di musica aveva come faro il grande Pino Daniele. È proprio a Pino che Joe Barbieri fa arrivare una cassettina con le sue primissime canzoni: «Erano bruttine – ricorda Joe – eppure un giorno mia mamma riceve la telefonata di Pino Daniele, me lo passa e io stento a crederci, la voce era quella ma mi sembrava davvero incredibile. Così ho realizzato due album con la sua stretta collaborazione, «Gli amori della vita mia» e «Virus». Aver ricevuto le attenzioni di un artista come Pino mi ha galvanizzato e mi ha fatto arrivare fin qui».
Come tutti gli artisti Joe Barbieri è pronto per riprendere l’attività concertistica, nel tour che andrà avanti per i prossimi mesi lo accompagnano Pietro Lussu (pianoforte), Bruno Marcozzi (batteria e percussioni), Daniele Sorrentino (contrabbasso). Non dimentica il periodo della pandemia che l’ha costretto a stare fermo e proprio questo gli ha fornito l’ispirazione per la canzone «Tu, io e domani»: «Ne ho avuto l’ispirazione – continua Barbieri – appena è arrivato il divieto di uscire di casa se non per motivi di necessità. Facile sentirsi paralizzati, ma ho reagito con questa canzone e ho pensato subito di realizzarla coinvolgendo amici come Bosso, Cammariere e Tosca. È stata un’esigenza espressiva per emettere un grido di dolore, di paura e scoramento».
Barbieri che nasce nel 1973 non ha certamente subito il fascino della musica che in quel periodo usciva da Napoli, la musica degli Osanna di Lino Vairetti e dei Napoli Centrale dove aveva militato anche Pino Daniele, piuttosto ha sempre amato i cantautori genovesi e francesi, la bossa nova che aveva attecchito in Italia, ovviamente anche tutto il percorso di Pino Daniele come solista. Ma arrivato a questo punto Barbieri tende ancora a evolvere il discorso: «È un periodo che ascolto principalmente musica classica e musica da film, in proposito ho intenzione di dedicarmi alla musica strumentale e scrivere per il cinema, un mondo che mi piace sempre più frequentare come canto in «Retrospettiva futura».







































