“L’ultimo Freddie Mercury”, il libro definitivo sugli ultimi anni della Regina

0
freddie mercury

È da pochi giorni in libreria e negli store online L’ultimo Freddie Mercury, libro di Roberto De Ponti edito da Sperling & Kupfer che si prefigge un obiettivo ambizioso: raccontare nel dettaglio gli ultimi anni di vita di Freddie Mercury, senza scadere nel morboso e senza prendere la facile scorciatoia di riportare notizie non verificabili.

Gli anni meno conosciuti della vita di Freddie

Tutto parte dalla fine, o meglio, da una fine: quella dei Queen dal vivo.
Il racconto inizia proprio quel 9 agosto 1986, nel momento in cui Freddie Mercury scende per l’ultima volta le scale del palco insieme ai suoi tre compagni di sempre, Brian May, Roger Taylor e John Deacon, consapevole del fatto che quello sarà il suo ultimo concerto.
Da quel momento prende il via questo diario, preciso e rigoroso, degli ultimi 1.933 giorni di vita di una delle più grandi rockstar di tutti i tempi.

Il lavoro svolto da De Ponti è monumentale, andando a ricostruire ogni passaggio significativo degli ultimi 5 anni della vita di Mercury tramite interviste, dichiarazioni, biografie scritte da chi gli è stato vicino.
Tutto senza scadere mai nel morboso per quello che riguarda l’avanzare della malattia e le ovvie conseguenze sul corpo di Freddie, e allo stesso modo evitando il gossip fine a se stesso sulla vita di eccessi della rockstar e sulle sue innumerevoli frequentazioni e relazioni.

Quello che troviamo nelle oltre 350 pagine de L’ultimo Freddie Mercury è la narrazione meticolosa e definitiva della forza di volontà di un uomo che, seppur consapevole di essere vittima di una malattia che non dà scampo, riesce a portare a termine un’incredibile quantità di progetti: due album con i Queen (The Miracle e Innuendo), oltre ad alcune tracce che poi comporranno Made in Heaven, uscito postumo nel 1995.
Ma più di tutte, la grande soddisfazione di Freddie è quella di riuscire a realizzare un album col suo idolo, la Super Diva della lirica Montserrat Caballé.

Un’incredibile mole di particolari e dettagli

Per dare un’idea dell’enorme lavoro svolto dall’autore, si possono citare 2-3 esempi: viene fornita un’accuratissima descrizione degli interni e del giardino della mitica casa londinese di Freddie Mercury, Garden Lodge, situata al numero 1 di Logan Place a Londra.
E allo stesso modo De Ponti ci racconta per filo e per segno l’architettura dell’ultima casa comprata da Freddie, a Montreux, quel buen retiro utile per dribblare i giornalisti dei tabloid che stazionavano stabilmente fuori dalla sua abitazione di Kensington, ma in cui non riuscì a passare il Natale col suo compagno, Jim Hutton.

Tra gli aneddoti curiosi ce n’è anche uno che riguarda nientemeno che i Matia Bazar: a settembre 1986 Mercury si trova in vacanza in Giappone, ospite di Misa Watanabe, impresaria che gestisce gli affari dei Queen nel paese del Sol Levante.
Ad una cena casa Watanabe sono presenti anche Elio Fiorucci, il noto imprenditore, e i Matia Bazar, in tournée promozionale in Giappone, che la sera dopo si sarebbero esibiti al mitico Budokan.
Dopo cena Sergio Cossu si siede al piano ed inizia a suonare Lily of Valley, brano semisconosciuto dei Queen del 1974, attirando l’attenzione di Freddie e ricevendo in cambio un complimento inaspettato: Mercury, infatti, conosce il brano Ti sento dei Matia Bazar, e afferma di amarlo particolarmente.
Cero, sarebbe stato davvero estremamente interessante poter ascoltare un duetto tra due voci magiche come quella di Freddie e di Antonella Ruggiero.

Un “diario di bordo” soprattutto musicale

Nel libro non ci sono ovviamente solo episodi di vita mondana, il grande focus rimane comunque sulla musica.
Vengono ricostruiti passo passo e con dovizia di particolari tutti gli step che hanno portato alla pubblicazione di Barcelona, il disco di Freddie Mercury insieme a Montserrat Caballé, che fu anche inno delle Olimpiadi 1992.

E, ovviamente, la lavorazione degli ultimi album dei Queen pubblicati con il frontman ancora in vita, The Miracle e Innuendo. Grande spazio anche per il racconto delle giornate passate a girare i videoclip dei singoli estratti da quei dischi, con un Freddie sempre più affaticato ma che con una forza d’animo enorme riesce a mettere insieme le forze per fornire ai suoi fan l’ennesima prova d’autore. Fino a quel “I still love you” e al saluto finale, lasciando la scena del video di These Are The Days of Our Lives.

È quasi commovente, infine, leggere della smania di Freddie negli ultimi mesi di vita, quando ormai è consapevole che il tempo a sua disposizione non è più molto, nel pressare i suoi compagni di band per sottoporgli qualsiasi testo possibile da cantare, in modo da poter lasciare loro delle tracce vocali su cui poi lavorare in futuro.
Fino a quel 16 maggio 1991, giorno in cui Mercury canta le ultime strofe della sua vita, quelle di Mother Love, prima di abbandonare per sempre i Mountain Studios di Montreux.

Da rockstar a leggenda

Quel 24 novembre 1991, quando Freddie muore, sconfitto dall’AIDS, la sua profezia fatta in giovane età, prima di entrare a far parte dei Queen si avvera: «Io non diventerò una rockstar. Diventerò una leggenda».

Come vi abbiamo raccontato, ne L’ultimo Freddie Mercury, Roberto De Ponti raccoglie con dovizia enciclopedica tutte le notizie frammentarie degli ultimi anni della vita di Freddie e le scarne informazioni rilasciate da chi davvero gli è stato vicino, per cercare di fare un quadro finalmente definitivo e quanto più ufficiale possibile di quegli anni.
Quello che ne risulta è il racconto degli ultimi anni di vita di un mito che, come ha sintetizzato brillantemente Brian May, è stato “lover of life, singer of songs”. Amante della vita, cantante di canzoni.
Un libro da avere per conoscere il Freddie meno famoso e comprendere ancora meglio la sua grandezza come artista e come uomo, nel momento più difficile della sua vita.

l'ultimo freddie mercury

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome