Triangle of Sadness

Film crociera su sesso, denaro, capitalismo e destino del mondo in genere

0

Triangle of Sadness
di Ruben Östlund
con Woody Harrelson, Harris Dickinson, Charlbi Dean Kriek, Zlatko Buric, Iris Berben

Siamo tutti sulla stessa barca? Sullo stesso yacht? Il “triangolo della tristezza”  del titolo è una ruga tra gli occhi che può impensierire la carriera di un modello.  Nella prima parte vediamo il modello Carl  e la modella Yaya, entrambi bellissimi, litigare al ristorante sul rapporto uomo/donna rispetto al conto (cioè: chi lo paga?). Il fatto che le carte di credito facciano cilecca aggiunge ansia al patetico. Siamo dalle parti dei precedenti film di Ostlund (Forza maggiore, The Square, dove l’imbarazzo è mortale) con un pizzico di sadismo alla Haneke. La seconda parte vede Carl e Yaya (che è anche influencer) in crociera con miliardari (venditori di armi, di sterco e di software) su uno yacht non-comandato da un capitano marxista (ma non comunista). Nella tempesta saltano i cessi. La terza parte vede miliardari, modelli e ciurma naufragati su un’isola deserta, dove è chiaro che chi sa provvedere al cibo e al fuoco comanda, e quindi si invertono i rapporti servo/padrone. Sembra un racconto filosofico, forse è Marivaux, forse la versione “drammatica” di un vecchio film inglese, L’incomparabile Chrichton, tratto da un racconto di J.M. Barrie (l’autore di Peter Pan) su un maggiordomo che dopo un naufragio prende il ruolo e i privilegi del suo lord. Ma lì si cincischiava. Ostlund ha ambizioni di dire la sua sul capitalismo, il marxismo, la pubblicità, i social, la moda, il denaro e il sesso.  Forse troppo. Comunque premiato con Palma d’oro a Cannes. Lo yacht è il Christina O di Onassis. Si può noleggiare sui 100mila euro al giorno.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome