Maria e l’amore

E se la scoperta dell'amore, anche tardi, passasse per l'arte?

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Maria e l’amore
di Lauriane Escaffre, Yvo Muller
con Karin Viard, Grégory Gadebois, Noée Abita, Philippe Uchan, Lauriane Escaffre

Maria (Viard) viene inviata a fare le pulizie all’accademia di Belle Arti di Parigi. Lei in segreto scrive poesie che non mostra al marito distratto e non conosce l’arte contemporanea. Appena arrivata butta nella pattumiera quello che credeva un rifiuto e invece è un’opera d’arte. Viene salvata in extremis dal custode Hubert (Gadebois), orco ironico e gentile che le insegna a destreggiarsi  tra le stranezze dei giovani futuri (forse) artisti. Una studentessa in particolare introduce Maria addirittura in un’opera d’arte, e infine la convince persino a posare nuda come modella. Hubert la vede e s’innamora anche di più. Il film fa tenerezza, si destreggia tra l’apparente incomprensibilità delle installazioni e l’imbarazzo di chi non è abituato a frequentare mostre, ma usa questo materiale per avviare una storia d’amore tardiva, tenera, esile e persino un po’ telefonata,  ma è il modello che il pubblico si aspetta.

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