Onesto, sincero fino al limite del pudore e anche oltre. Tiziano Ferro è tornato con un nuovo album, Il mondo è nostro, in uscita il prossimo 11 novembre. Un album ricco, profondo e molto, molto personale, forse il più intimo di Tiziano, che ormai da anni non deve (per fortuna) nascondere più le proprie emozioni e chi è realmente. A cominciare dal brano che apre il disco, Il paradiso dei bugiardi, Tiziano apre il suo mondo all’ascoltatore e usa la musica e le parole come vera e propria catarsi, un diario – dialogo con se stesso e con gli altri (in questo è magistrale la chiosa dell’album, Quando ho perso te, una lettera al se stesso di 20 anni fa). Non c’è rabbia o rancore per il dolore passato o i torti subìti da persone spesso anche molto vicine a lui, ma ci si sente di fronte a un uomo risolto, che ha perdonato, sì, ma soprattutto ha saputo perdonare il suo più grande nemico: se stesso.
La paternità, la pandemia (“Il mondo è nostro” qualche fazzoletto ve lo farà consumare), il distacco da casa forzato come per tutti noi, la rinascita come artista e come uomo. Tiziano fa confluire tutto in questo album decisamente dinamico come stili, in cui non ha paura di essere cambiato, di inserire sicuramente più ballad rispetto al passato, di essere più intimista in qualche modo. Ciò che gli interessa è raccontare quello che desidera in questo momento, e nel modo in cui lo ha deciso.
“Abbraccio tutto lo spettro delle cose che accadono nella vita. Io scrivo e basta ed è una cosa che non è mai cambiata anche se ammetto che rispetto a prima, intendo agli esordi, la musica era il mio limguaggio principale, riuscivo ad esprimermi molto di più rispetto a una canzone. Nel tempo è vero che ho imparato anche a dire le cose, ho fatto un documentario e credo non me lo sarei neanche sognato. Però è stato possibile perché poi ho imparato anche a fare pace con il linguaggio parlato, perchè per me non era facile parlare, anche se mi piace. I dischi sono sempre, naturalmente, la fotografia di un pò tutto. Se sia il disco della liberazione non lo so, lo spero, ma non credo possa esistere una liberazione assoluta. Però ecco, mettiamola così, la perfezione non esiste, il ho superato tutto sono felice. Esiste sempre la ricerca di un pò di progresso rispetto alla condizione precedente.”
Ritroviamo un Tiziano sicuramente maturo e sicuro, anche delle sue fragilità, e a chi gli ha fatto del male, agli odiatori seriali, ritiene non sia giusto dedicare tempo:
“L’età gioca un ruolo molto importante, inizi un po’ a fregartene e la presa di coscienza è molto netta. Siamo noi che facciamo esistere gli haters. Perché se tu mi attacchi in merito ad un argomento che mi ferisce neanche ti percepisco. Invece noi gli permettiamo di avere importanza. Quante volte un commento negativo occupa la nostra mente più degli altri 2000 super positivi? Questa è la stupidità dell’essere umano, che non sceglie l’autoconservazione. Il vero hater sono io perché sono io che li ho inventati, permettendo di avvicinarsi. sono io che ho perso, e lo dico con grande serenità, di mira l’obiettivo. Perché a volte perso da questo mondo che a volte mi ha anche un po’ confuso che è quello dei social network, ho dimenticato le cose essenziali. La sveglia è arrivata quando spostando il tour al 2023 e mettendo a disposizione la restituzione de biglietti mi sono preso il rischio che ho un po’ ho cerca di vedere se la gente mi sarebbe stata accanto. Quando ho visto che la gente era rimasta lì ad aspettare ho avuto anche una sorta di momento di automontato perché mi sono reso che ho perso spesso tanto tempo a stare male per chi mi ha ferito, invece di girarmi a guardare e vedere un mare di gente che mi vuole bene. E questo vale per tutti, non solo per un cantante. Se dedicassimo quei 5 minuti che dedichiamo ad un hater a chi ci vuole bene sicuramente faremmo qualcosa di più costruttivo e quei 5 minuti verrebbero apprezzati di gran lunga di più”
Un Tiziano maturo consapevole del suo valore e dei suoi desideri, e questo album lo rispecchia pienamente, attraverso una fierezza tutta nuova nel raccontarsi nella sua essenza.
Nel disco ci sono diversi duetti, ben 5, e molto differenti tra loro. E se al pubblico italiano sembra strano, per Tiziano è solo una piccola parte di ciò che ha sempre voluto fare:
“Questo tema mi diverte molto, ho sempre voluto fare sempre tante collaborazioni ma in Italia c’è una mentalità vecchia da questo punto di vista., non si fanno mai dischi di collaborazioni. Io ne ho sempre voluto fare tante e sono sempre stato un po’ limitato. Non so come mai. I giovani hanno sdoganato una maniera nuova di fare dischi e featuring quindi nessuno ha più scuse e finalmente faccio quello che ho sempre voluto fare. Vengo dalla passione per la musica soul, r&b, e se tu compri un asco di uno di questi artisti trovi sempre 8 o 10 collaborazioni e per me è stato molto facile farlo. Mi piacciono troppe persone per me è più complesso non farlo. Farei molta più fatica a a dire con chi non collaborerei (ride, n.d.r).
E tra le varie collaborazioni spiccano due nomi noti del nuovo cantatutorato italiano, Brunori Sas e Dimartino in Una vita splendida, ma anche quella col giovane Thesup:
“È nata come collaborazione tra autori e mi piacerebbe molto cantassimo anche insieme, tutto è stato automatico. Ho capito subito sarebbe diventato il primo singolo. Con Thesup siamo lontani come età ma non artisticamente, perché è un cantautore e ascolta quello che ascoltavo io. Un ragazzo curioso che ha voglia di fare musica con un alfabeto che appartiene alla sua generazione ma è un cantautore e secondo ha segnato una linea che poi sarà quella che determina l’inizio di un pop nuovo. Mi sono trovato molte volte ascoltandolo ad ascoltare me alla sua età, dice delle cose che mi ricordano me quando avevo 24, 25 anni e poi credo sinceramente che lui sia molto più bravo di quello che crede e che sa in questo momento, e credo sia uno da cui ci dobbiamo aspettare cose più grandi.”
Fiore all’occhiello e particolare orgoglio per la presenza di Sting all’interno di questo lavoro, che “non ha modificato nulla di ciò che avevo scritto, mi ha lasciato carta bianca ed è stato molto bello ed emozionate , soprattutto fatto da lui” – racconta Tiziano .
Ruolo preponderante nella scrittura del disco ma soprattutto nella vita di Tiziano è stato l’arrivo dei sui due piccoli che lo hanno reso padre, un momento che, come racconta in La prima festa del papà, non osava neanche sognare:
“La paternità ti sconvolge l’esistenza, te la reinventa ma in tutte le cose che si possono immaginare c’è anche qualcosa di pratico legato al rapporto con te stesso. Probabilmente sei più stanco e hai meno tempo per te stesso, ma per uno come me questo non è un male. Sono riuscito a fare indietreggiare il mio ego, la mia capacità di dedicarmi troppo al pensiero, alle paranoie. Sicuramente è facile sfrondare i rami secchi quando hai dei bambini a casa perché le tue priorità cambiano, e sicuramente quelle meno importanti si rivelano tali.”
La depressione è un altro tema estremamente delicato che Tiziano affronta in Addio mio amore, rivolgendosi alla malattia come ad un’amata con cui sta chiudendo ogni rapporto. Il brano ha però un arrangiamento che sembra quasi stridere rispetto al contenuto:
“Non riesco a spiegare cosa lega l’arrangiamento a un tema così preciso abbia scelto questo arrangiamento che solitamente accompagna tematiche un po’ più estive e leggere. L’ho già fatto in passato, come ad esempio in Stop!Dimentica, che non è di certo una canzone allegra ma ha un ritmo ballabile, ma ce ne sono tante altre. La tematica mi sta molto a cuore e ne sento sempre parlare in maniera troppo superficiale e mi piacerebbe approfondirlo parlando di malattia invece che di un accento della vita. credo che in Italia ci sia bisogno di parlare di depressione in maniera professionale, come di una condizione clinica che può essere affrontata non soltanto come un capriccio, come se la follia o la psichiatria fossero qualcosa di orrendo. Lo stigma esiste, esiste ancora la vergogna, per chi ne soffre è difficile capire di soffre per cui è importante palarne bene e capire che i tempi sono evoluti e che bisogna capire che la depressione è una malattia curabile, presidiatile, che ci sono ei professionisti utenti che ti possono aiutare perlomeno a vederla. se parliamo di depressione clinica è chiaro che non puoi eliminarla però puoi accendere la luce. Nella canzone ne parlo come una donna molto brava a manipolarti, come fosse una zona di conforti in cui impariamo a vivere, ed è molto affascinante, crea dipendenza. È un dialogo che spero possa rimanere aperto”
Tiziano tornerà sul palco il prossimo anno dopo ben sei anni, per degli show negli stadi italiani:
“Il peso di questo ritorno sarà potente. Sono carico di emozioni potentissime e il concerto per me è essenziale perché mi riporta a questa cosa cosi antica come il palco, si canta insieme e chi c’è, c’è. Una sensazione di sollievo e di emozione. Per quanto riguarda la scaletta io sono un sostenitore dei grandi successi perché è grazie a quelli che ho l’onore di salire su quel palco.”
E cosa direbbe Tiziano a quel ragazzo di 20 anni che cantava Xdono? (rigorosamente con la X)
“Di non preoccuparsi, che le cose prenderanno la piega che devono prendere anche se non sembrerà la piega giusta, di fidarsi del copione che gli è stato riservato. Ma questo lo direi comunque a chiunque, perché se ti abbandoni all’idea che ogni tanto quello che ti succede anche se non ti piace esiste perché c’è un disegno più grande, se fai diventare le crisi un punto di svolta e di ispirazione , un pretesto per migliorare , allora hai vinto. Quella è la cosa che ci avvicina di più alla felicità. Non esiste la cosa giusta o la cosa sbagliata, esiste soltanto l’ennesimo elemento da affrontare e farlo trasformare in qualcosa’ altro. Pur non avendo seguito questo consiglio questo è ciò che ho provato a fare.”

Questa la tracklist completa de “IL MONDO È NOSTRO”:
01 Il Paradiso Dei Bugiardi
02 Il Mondo È Nostro
03 La Vita Splendida
04 Addio Mio Amore
05 La Prima Festa Del Papà
06 r()t()ndacon thasup
07 Mi Rimani Tu
08 A Parlare Da Zero
09 L’Angelo Degli Altri E Di Se Stesso con Caparezza
10 Ambra/Tiziano con Ambra Angiolini
11 I Miti con Roberto Vecchioni
12 Quando Io Ho Perso Te
13 For Her Love (Sempre Amata) con Sting
Di seguito, le date del tour 2023 negli Stadi italiani (per informazioni consultate www.livenation.it):
7 giugno 2023Lignano SabbiadoroStadio G. Teghil
11 giugno 2023TorinoStadio Olimpico
15 giugno 2023MilanoStadio San Siro (biglietti validi: 5 giugno 2020 / 15 giugno 2021)
17 giugno 2023MilanoStadio San Siro (biglietti validi: 6 giugno 2020 / 18 giugno 2021)
18 giugno 2023MilanoStadio San Siro (biglietti validi: 8 giugno 2020 / 19 giugno 2021)
21 giugno 2023FirenzeStadio Franchi
24 giugno 2023RomaStadio Olimpico (biglietti validi: 15 luglio 2020 / 9 luglio 2021)
25 giugno 2023RomaStadio Olimpico (biglietti validi: 16 luglio 2020 / 10 luglio 2021)
28 giugno 2023NapoliStadio Diego Armando Maradona
1° luglio 2023BariStadio San Nicola
4 luglio 2023MessinaStadio San Filippo
(biglietti validi: 27 giugno 2020 / 3 luglio 2021)
8 luglio 2023AnconaStadio Del Conero
11 luglio 2023ModenaStadio Braglia
14 luglio 2023PadovaStadio Euganeo






































