Il mio nuovo disco: S.I.N.E. un viaggio con il basso elettrico al centro

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Io, Antonio Righetti, detto “Rigo”, come il rigo musicale, domani venerdì 11 novembre 2022, su tutti i portali digitali di distribuzione musicale, da Spotify a Amazon Music, Apple Music e simili, pubblicherò il mio nuovo lavoro discografico.

Ecco, questo è, secondo la regola delle 5 w che ha origine nel giornalismo anglosassone quello che volevo comunicarvi.

Se penso a quello che si cela dietro a questi 6 pezzi strumentali e uno cantato di mia composizione, provo una sorta di vertigine, anche linguistica: noi musicisti di lungo corso eravamo abituati all'”uscita” del nostro disco.

Ciò prevedeva una sorta di moto da luogo, dove fisicamente qualcosa succedeva.

Feticisti come noi si godevano quella sensazione di compitezza e finalizzazione. Ora, registriamo in digitale e la musica, di conseguenza, viene consumata in digitale, in modo liquido.

Ne prendiamo le opportunità e rimaniamo ingarbugliati nel fare il “pitch” su Spotify, se l’avete fatto sapete di cosa si tratta, un procedimento che in realtà è attinente al sistema di classificazione piuttosto che alla musica intesa come poesia, qualcosa di simile alla catalogazione che si faceva nei bellissimi negozi di dischi di tanto tempo fa.

Ma, dopo un inizio promettente, sto divagando e anche terribilmente. Ecco quindi la copertina del mio disco.

S.I.N.E. è un rafforzativo del positivo sì, ancora in uso in ambito centro meridionale, ma anche l’acronimo per “Sounds It Never Ends”.

La suggestione principale è stata l’ossessione dell’inventore Guglielmo Marconi per il “suono”, una ricerca che il geniale inventore ha concentrato negli ultimi anni della sua vita, quando una sua convinzione lo portò a teorizzare, senza effettivamente riuscire a dimostrarlo, come il suono non abbia mai fine e che, con i mezzi adatti per raccoglierlo, potremmo sentire qualsiasi suono sia mai stato emesso sulla terra, ad esempio il Discorso della Montagna del Messia, ad esempio.

Marconi, nel corso della sua vita, non riuscì  a dimostrare questa sua ferma convinzione, che rimane come un quesito aperto ed intrigante, che rafforza la nostra fiducia nel suono che emettiamo, nel potere infinito della Musica e della comunicazione.L’idea del “suono che non muore mai” possiamo definirla una splendida utopia, come un sogno e proprio come un sogno è il mestiere del musicista, un sogno da hippie come quello che anima il fare musica di Neil Young ma che male può fare sognare?
L’essere umano ribadisce la sua grandezza nella capacità onirica.

 

Il lavoro di registrazione del disco è iniziato nel maggio del 2021, durante i complicati mesi e anni di lockdown, attingendo a un concept che avevo creato e che mai avrei creduto di vedere realizzato.

Il tracking del disco è avvenuto ai Take Away Studios di Modena, con il lavoro di registrazione espletato da Andrea “Pell” Pellicciari, che ha anche suonato alcune parti ritmiche di batteria.

Egotisticamente, oltre alla composizione dei brani, ho suonato ovviamente il basso elettrico, la chitarra elettrica ed acustica, alcune parti di tastiera e ho declamato un racconto nel brano finale.

Una parte importante dal punto di vista sonico,  la svolge l’armonica di Franco “The Place”Anderlini, un grande musicista modenese, con un percorso interessante di ricerca fatta uno strumento che è il massimo della economicità ma presenta tanti ambiti non sfruttati.

Alla batteria, in un solo pezzo, troviamo il genietto del groove Tommy Graziani, figlio del grande Ivan, batterista e grande uomo di suono, che mi ha regalato una batteria registrata a distanza nel suo studio con grande pertinenza musicale ma anche sonora, nel brano che apre il disco dal titolo di “Shufflin'”.

Nel pezzo che chiude il disco, il grande Frank Macro dona al disco un free flow che definisce una sorta di incontro e confronto tra la cultura hip-hop e il rock, il titolo è “Tutto Collegato/La Classe Del 64”.

1) SHUFFLIN’
2) BOLLYWOOD RISING
3) (AFTER ALL) THERE’S LIFE ON EARTH
4) JAZZYN’ THE BLUES
5) E (AND MORE E)
6) IT’S A PROG MORNING
7) TUTTO COLLEGATO/LA CLASSE DEL ’64

tutte le composizioni di Antonio Rigo Righetti

photo cover shooting Matteo Sisi
grafica Nicholas Barisich

“New Gold Dream”Rigo Signature Bass from Franchin Guitars

Plettri Killpick

 

 

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