Il suo intervento in occasione dell’inaugurazione della mostra di Jo Endoro intitolata Il miracolo della scultura (Galleria Vik, via Silvio Pellico 8 a Milano) è stato efficace come sempre, ma piuttosto conciso. Il neo vice-ministro alla cultura Vittorio Sgarbi, infatti, ha detto subito che alle 19 doveva prendere un aereo perché questa sera ha in programma a Roma un incontro con il ministro Gennaro Sangiuliano «per dare un futuro a Morgan. Cercheremo di dargli quello che merita».
Poi ha aggiunto: «Voglio portare in Italia il modello giapponese del Trésor national vivant. Alcuni personaggi del nostro tempo sono opere d’arte viventi e non occorre aspettare che muoiano per dedicare loro una strada: io comincio da Morgan questa impresa nuova».
Sgarbi ha paragonato il musicista a Carmelo Bene, dicendo: «sarebbe stato triste perdere Carmelo Bene, seppure con la vita sregolata che oggi si attribuisce a Morgan. Senza Bene il governo avrebbe avuto il limite nel far riferimento alla cultura di cui tanto si parla. Il nostro Bene oggi è Morgan. In senso letterale».
Dopo aver spiegato rapidamente ma con la consueta maestria l’opera di Jo Endoro (le sue opere fanno parte di una mostra organizzata da Elisabetta Sgarbi nell’ambito della Milanesiana), il vice ministro si è eclissato, andando a Linate in moto, «così evito il traffico e faccio più in fretta». Morgan, presente all’evento, era visibilmente emozionato. Che sia diramata già domani la comunicazione ufficiale della sua nomina come consulente del ministero della cultura per la musica?







































