Bones and All
di Luca Guadagnino
con Taylor Russell, Timothée Chalamet, Mark Rylance, Michael Stuhlbarg, André Holland, Chloë Sevigny
Bones and All. Mangiare tutto ossa comprese. Pare che in questo film produca orgasmi a chi mangia e talvolta anche a chi viene mangiato. Parliamo di cannibali. Cannibali che scoprono la propria maledizione/vocazione (mangiarsi gli amici, i genitori, anche le mani) e intanto vagano on the road attraverso le zone rurali degli States per sfuggire o scoprire il proprio destino. Sembra un film di morti viventi non ancora morti, ma il cannibalismo cela la metafora sessuale e sentimentale del pieno possesso (come dire “mi piaci così tanto che ti mangerei”) e può essere utilizzato per tutte le forme di dipendenza, amore, droga, follia. Si comincia con Taylor Russell in fuga che, mentre tenta di scoprire il mistero di sua madre, incappa nel bizzarro cannibale vagante Mark Rylance (davvero inquietante) e nel cannibale cool Timothée Chalamet. Ed è amore. Horror, con predilezione per la brutale e cruda carne proletaria e redneck al sangue (niente a che vedere coi manicaretti di Hannibal the Cannibal). Nella confezione dell’immagine un vago sospetto di servizio pubblicitario che forse lancerà la moda di mordersi. Leone d’argento per la regia a Venezia 79.





































