Daniele Silvestri live a Roma: tre ore di musica e storie collettive

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Un’insolita maratona.
Se si volesse spiegare in poche parole il concerto di Daniele Silvestri ieri sera all’Auditorium Conciliazione di Roma lo si potrebbe definire così. O per dirla con parole sue, “…che nemmeno Mennea”, che però maratoneta non era.

Sì, perchè i concerti di questo tour nei teatri durano oltre tre ore, in due tempi da un’ora e mezza ciascuno (“così potete avvisare casa che non tornerete, oppure potete approfittarne per scappare”, scherza Silvestri dal palco).
E sono insoliti, soprattutto all’inizio di ognuna delle tue metà di spettacolo. Perchè Daniele e la band hanno voluto ricreare l’atmosfera dello studio di registrazione, in tutto e per tutto. La fase di scrittura del testo, le prove di arrangiamento fino alla “take” finale.
E le canzoni che vengono letteralmente create sul palco di sera in sera partono dalle storie che il cantautore romano ha raccolto in questi mesi, dopo un appello ai fan a condividerle con lui.

Una sala prove sul palco

Il sipario è ancora chiuso, e troviamo Piero Monterisi che sonnecchia su una poltrona, mentre Silvestri butta giù il testo di un brano che parla di una separazione, dal punto di vista di lei. Titolo provvisorio, Scrupoli. Arriva Gianluca Misiti, che suggerisce di unire un pezzo di questo brano con un altro provato la sera prima, mentre da dietro il sipario i fiati accennano un fraseggio che tornerà utile.
Si mettono insieme le idee, si fanno dei tentativi, si apre il sipario e si arriva finalmente all’esecuzione del brano.

La band è quella delle grandi occasioni, dopo il giro in “forma ridotta” dell’anno scorso. Sul palco con Daniele Silvetri troviamo infatti Piero Monterisi alla batteria, Gabriele Lazzarotti al basso, Daniele Fiaschi alle chitarre, Gianluca Misiti alle tastiere, Duilio Galioto a tastiere e cori, Marco Santoro a fagotto, tromba e cori, Jose Ramon Caraballo a percussioni, tromba e cori.

E così, pezzo per pezzo, grazie a questa finzione scenica, Daniele ha voluto farci vedere come funziona il processo creativo che c’è dietro la nascita delle canzoni.

La stessa scena si ripete dopo l’intervallo: luci accese, sipario aperto, e i musicisti che si aggirano per il palco come se fossero gli unici presenti in una sala senza pubblico, scambiandosi idee musicali e di arrangiamento, mentre Silvestri mette a punto le frasi della canzone che andrà ad eseguire di lì a poco.
Il matto è un altro inedito tratto dalle storie ricevute, e racconta di un famoso clochard di Parma, Enzo Sicuri, detto “El màt”, l’unico al mondo a cui è stata perfino dedicata una statua. E, in un parallelo tra la città emiliana e la Capitale, a lui viene affiancato il mitico Remigio, il famoso matto di Piazza Barberini.

Un concerto fatto di storie

Ma ovviamente non ci sono solo le storie “degli altri”. Ci sono anche e soprattutto quelle di Daniele Silvestri, in parte personali e autobiografiche, ma anche dedicate a chi ha fatto grande (o piccolo) il nostro Paese.
E così troviamo L’uomo intero, dedicata al padre, oppure Che bella faccia, scritta per Silvio Berlusconi. Particolarmente carica di significato L’appello, dedicata alla memoria di Paolo Borsellino, che vede tutto il pubblico sventolare un cartoncino rosso, a simboleggiare quell’agenda rossa con gli appunti del giudice, “casualmente smarrita” sulla scena dell’attentato.

Un altro momento toccante è l’esecuzione de Il mio nemico, mentre sullo schermo scorrono le immagini del cortometraggio A guerra finita, di Simone Massi, realizzato in collaborazione con Emergency. E risuonano nel teatro e nella testa le parole di Gino Strada: “un mondo senza guerra è un’altra utopia che non possiamo attendere oltre”.
Ed è proprio al fondatore di Emergency che Silvestri vuole rendere omaggio cantando Le navi, per salutare il varo di quella nave che purtroppo Gino non ha fatto in tempo a vedere in opera, ma che ora è in servizio nel Mediterraneo per salvare esseri umani.

Tre ore e 30 canzoni, tra sorprese e classici

Non solo brani inediti scritti “al momento” oppure pezzi di repertorio. Sulla scia dell’ultimo tour, in cui di cover ce n’erano ben tre, trova spazio l’omaggio ad un altro mostro sacro del cantautorato italiano. Stiamo parlando di Lucio Dalla, e la versione di Cara eseguita da Daniele e la band è davvero pregevole e rende pienamente omaggio al cantautore bolognese.

Un’altra sorpresa è la presenza di Rancore per duettare sulle note di Argentovivo, presentata in coppia al Festival di Sanremo 2019. Il rapper romano torna poi sul palco per improvvisare anche lui una strofa nel già citato “work in progress” Il matto.

Ovviamente non mancano anche i brani più famosi del repertorio di Daniele Silvestri. C’è spazio quindi per canzoni come L’uomo col megafono, Strade di Francia, L’autostrada, Il flamenco della doccia, Aria e ovviamente Salirò.

Il finale, dopo oltre 3 ore di musica e ben 30 canzoni, non poteva non essere dedicato ad un brano con una storia intrisa di romanità. Quando l’ha scritto, oltre 20 anni fa, Silvestri l’aveva immaginato per Gigi Proietti che, purtroppo, non l’ha mai interpretato.
Inoltre, nei primi anni, la canzone era passata quasi sotto silenzio, salvo poi trovare (testardamente, è proprio il caso di dirlo) la sua strada.
Anno dopo anno Testardo è diventato un brano-simbolo, dando addirittura il nome al fan club del cantautore (“i testardi”) e, a suon di continue richieste, è diventata una presenza immancabile in scaletta, tanto da arrivare a ricoprire il prestigioso ruolo di ultimo bis.
Quello che, dopo aver gridato a squarciagola “che mi hanno preso l’anima… de li mortacci tua!”, accompagna tutti a casa.

Lo staff

Oltre ai già citati musicisti, il cast artistico e tecnico che ha reso possibile la riuscita dello spettacolo si completa con Daniele  “Il Mafio” Tortora – Fonico di sala, Stefano Mariani – Fonico di palco, Giampaolo Diletti – Backliner, Andrea “Perez” Peretti – Backliner, Stefano Sebastianelli – Light designer, Samuele Huynh Hong Son (Antica Proietteria) – Visual, Luca Cataldo (Antica Proietteria) – Visual, Giacomo Citro – Contributi video, Lisa Lelli – Allestimento scenografico, Federica Luciani – Allestimento scenografico, Paolo De Francesco – Artwork.
La produzione è di Francecso Barabro per OTR live.

Le prossime date del tour “Teatri 2022” di Daniele Silvestri

26 novembre 2022 – Roma, Auditorium Conciliazione (sold out)
2 dicembre 2022 – Cagliari, Teatro Massimo (sold out)
3 dicembre 2022 – Cagliari, Teatro Massimo
6 dicembre 2022 – Napoli, Teatro Augusteo
7 dicembre 2022 – Firenze, Teatro Verdi
8 dicembre 2022 – Carpi (MO), Teatro Comunale
10 dicembre 2022 – Lecce, Teatro Politeama Greco (sold out)
11 dicembre 2022 – Taranto, Teatro Fusco, Taranto
12 dicembre 2022 – Pescara, Teatro Massimo
15 dicembre 2022 – Genova, Teatro Ivo Chiesa
17 dicembre 2022 – Trento, Auditorium Santa Chiara
19 dicembre 2022 – Legnano (MI), Teatro Galleria
30 dicembre 2022 – Roma, Auditorium Conciliazione (nuova data)

I biglietti sono disponibili su Ticketone.

La scaletta del concerto

1. Scrupoli
2. Tik Tak
3. L’uomo intero
4. Mi persi
5. Acrobati
6. La cosa giusta
7. Io fortunatamente
8. Precario è il mondo
9. La mia casa
10. A dispetto dei pronostici
11. La classifica
12. Che bella faccia
13. Desaparecido
14. Argentovivo (con Rancore)
15. Monolocale

16. Il matto (con Rancore)
17. L’uomo col megafono
18. Strade di Francia
19. L’autostrada
20. Cara (cover Lucio Dalla)
21. L’appello
22. Il mondo stretto in una mano
23. Il flamenco della doccia
24. Il mio nemico
25. Le navi
26. A bocca chiusa
27. Sono io

28. Aria
29. Salirò
30. Testardo

Le foto, a cura di Danilo D’Auria

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Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".

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