Il corsetto dell’imperatrice
di Marie Kreutzer.
con Vicky Krieps, Florian Teichtmeister, Katharina Lorenz, Jeanne Werner, Alma Hasun
Povera Sissi (Elisabetta Amalia Eugenia di Wittelsbach): era un po’ infelice anche quando Romy Schneider la rendeva allegrotta come la figlia della portinaia o della panettiera nei film consolatori di Ernst Marischka. Qui siamo sul versante opposto: a partire dal corsetto che dev’essere sempre più stretto, perché la sposa dell’imperatore ha compiuto 40 anni e a quell’epoca (anni Settanta dell’Ottocento) una donna imbocca il viale del tramonto. Il corsetto è la metafora della mancanza d’aria e dell’insofferenza al ruolo: sarà anche una donna privilegiata, ma vive in una gabbia dorata grande come l’impero austroungarico. Concetto femminista, postmoderno. In realtà sì, nei suoi diari Sissi si sentiva “un gabbiano senza una terra” e la vita è stata dura, qui però il concetto prevale sulla biografia: questa Sissi così bella e infelice è così avanti da sembrare fuori tempo: i suoi atteggiamenti sono di malinconico disprezzo, sorride amara dell’incomprensione del mondo, reagisce male al tradizionalismo (paternalismo, maschilismo) di Francesco Giuseppe e ai protocolli di corte e incappa in molti segni che vengono dal futuro: macchinari elettrici, trattori, porte con maniglioni antipanico, eroina, fuma in visita ai soldati, incontra persino Louis Le Prince che inventa il cinema prima dei Lumière e quando perde la pazienza alza il dito medio. Non è una grande novità inserire elementi incongrui (ucronici?) nelle biografie, basta vedere i film di Sofia Coppola, di Larrain e della Nicchiarelli. Qui la sposa di Francesco Giuseppe si diletta anche ad ascoltare in anticipo canzoni dei Rolling Stones. Che Sissi avesse la mania delle diete e che le facesse subire anche agli altri ci sta. Che Francesco Giuseppe portasse fedine posticce è curioso, che l’imperatrice costringesse una dama di corte a diventare una sua sosia è inquietante. Dopo un po’ liberi tutti: è difficile distinguere cosa è libera invenzione a parte i costumi d’epoca. Attenti alla protesi dentale di Ludwig
Passato a Cannes a Un certain Regards, Vicki Krieps migliore attrice.






































