Sono le strutture di architettura razionalista di Nervi e Piacentini del PalaEur di Roma ad ospitare i due live conclusivi del trionfale 2022 di Max Pezzali. Doppio sold out per le tappe romane del tour “Max 30” che ripartirà da Torino a Marzo del prossimo anno.
Un tour fortunatissimo, col quale Pezzali ripercorre i suoi 30 anni di carriera, e che ha collezionato ovunque sold-out nei Palasport italiani e costretto l’organizzazione a moltiplicare le date previste. Senza dimenticare il doppio live -sold-out- nel “tempio” di San Siro a Milano nel luglio scorso, due concerti-evento programmati da molto tempo ma poi rinviati a causa della pandemia.
Il pubblico del PalaEur, entusiasta, colorato, trans-generazionale, a ridosso delle 21 scalda i motori con cori che partono dal parterre e raggiungono le tribune, e che scandiscono l’ultimo km prima del via. Il buio dura un attimo, e il palco si accende puntuale in un caleidoscopio di colori che accompagna l’ingresso di Max Pezzali, salutato da un’ovazione che ha tutte le sembianze di un abbraccio, di un gioioso ritrovarsi.
Sulle note di “Sei un mito” i videowall del palco rimandano l’immagine di mille arbre magique colorati e danzanti, mentre il coro del pubblico sembra far vibrare il palco, tanto è potente. Da “Lo strano percorso” fino a “La regina del celebrità”, la temperatura del concerto continua a salire, fino all’attacco di pianoforte di “Ti sento vivere”, col pubblico che alza ancora il proprio volume, e quel “vorrei dirti vorrei… ti sento vivere” sembra il grido accorato che ciascuno rivolge ad un pezzo della propria vita, mentre Pezzali danza con sicurezza sullo spartito. Le ragnatele lampeggianti del palco anticipano una delle hit storiche, “Hanno ucciso l’uomo ragno”, e il PalaEur vibra di nuovo, e scandisce ogni sillaba.
Pezzali introduce poi il pezzo che precedette quel clamoroso successo, “Non me la menare”, con la grafica del palco che accompagna con immagini e colori il racconto della sua vita artistica. Quindi tocca a “Te la tiri”, “Weekend”, “Jolly Blue”, col pubblico che non buca una nota, e tiene a braccetto Pezzali, che è in gran forma e intona ogni spartito con vigore, precisione e passione. Fino a che arriva un’altra hit, un pezzo della vita di ciascuno che Pezzali è riuscito a tradurre in canzone, “La regola dell’amico”, con il pubblico che salta, canta, sorride e leva le braccia al cielo, mentre il ritmo sostenuto di “Nella notte” travolge tutti, scortando poi le anime accese del Palasport dentro alle atmosfere intense di “Nessun rimpianto”, cantata a pieni polmoni, col pubblico che ormai “nuota” dentro al palco, e a tratti non “accompagna” solo il canto di Pezzali ma ne diventa in qualche modo parte.
Perchè i suoi racconti-canzone ripercorrono tre decenni nei quali ha saputo raccontare con sensibilità la sua vita, ma allo stesso tempo la vita di tutti e di ciascuno. E ciascuno, ad occhi chiusi e ad occhi aperti, individua una scheggia di sé in quelle canzoni, e canta la propria storia, appoggiandosi alle melodie di Max, quasi come un rito liberatorio.
Qualcuno nel parterre ha già perso la voce, quando sui videowall cominciano a scorrere le immagini degli oggetti che hanno caratterizzato l’adolescenza o l’infanzia di molti dei presenti: cartoline delle vacanze, tessere telefoniche, vhs, musicassette, banconote da diecimila, una vecchia foto… E’ l’intro di quello che è diventato ormai un affresco generazionale, una bandiera di sana nostalgia, “Gli anni”, col pubblico che avvolge di nuovo Pezzali dentro a un canto potente e appassionato “gli anni di che belli erano i film, gli anni dei Roy Rogers come jeans”…
Alla fine del brano molti occhi lucidi e un applauso che il pubblico rivolge a Pezzali ma anche un po’ a se stesso, perché questo live è una festa, una condivisione, un ballo d’amore, un album di ricordi, un rito d’amicizia, un canto che ferma il tempo, abbracciandolo. Arriva “Una canzone d’amore” e il pubblico è tutto in piedi con le minitorce dei telefonini accese, eppure la tecnologia non offende la poesia, e il palasport si trasforma per un attimo in una distesa verticale di lucciole.
Arrivano “Come mai” cantata da tutti a corde vocali spalancate, poi “Sempre noi” accompagna tutti verso il momento più raccolto di un medley acustico che precede “Il mondo insieme a te”, “Quello che capita” e “Sei fantastica”. Danzano sul pubblico enormi palloni di plastica mentre le bellissime grafiche degli schermi traducono in immagini un’altra hit inattaccabile dal tempo, “La dura legge del gol”. Siamo già oltre le due ore di concerto quando la band intona con cura “Il grande incubo”, brano di non facile esecuzione in un live, e Pezzali tiene alta la tensione con una voce che si infila ancora nel suo tempo e in quello del pubblico, con il ritmo di “Nord sud ovest est” e di “Tieni il tempo”, che sugli spalti e nel parterre ballano e cantano, instancabili.
Guardando gli sguardi delle persone sapientemente rilanciate dai videowall del palco, tornano in mente le parole dell’attrice e conduttrice Andrea Delogu, che su Instagram dopo il primo live romano, aveva scritto: “un concerto di Max non è solo un concerto e basta, non è solo svago, è un tornare a patti con sé stessi. Max ha una dote rarissima per un cantante, non annacquare tutto con la vanità. Lui prima si racconta e poi te lo consegna, preoccupandosi solo di non mancarti di rispetto e di non ferirti.
Ad un concerto di Max Pezzali tu sei SUL palco con lui, sempre. In pochi attimi scegli che periodo della tua vita ricordare, con amore o con riscatto, non c’è una sola canzone a cui rinunceresti, perché in ogni canzone sei stata o sei tu…”. La festa si chiude sulle note di “Con un deca”, con Pezzali che lascia il palco raggiante, con addosso quell’ultima carezza di un pubblico che lo stima e lo ama, un pubblico che ormai ha finito la benzina, ma si porta a casa un viaggio pieno di storie e di emozioni. E il viaggio, da marzo 2023, continua…
LA BAND
Ernesto Ghezzi – Tastiere
Giorgio Mastrocola – Chitarra
Lorenzo Poli – Basso
Giordano Colombo – Batteria
Davide Ferrario – Chitarra e sintetizzatori
LE PROSSIME DATE
20 marzo 2023 – Torino, PalaAlpitour (sold out)
21 marzo 2023 – Torino, PalaAlpitour
23 marzo 2023 – Brescia, Brixia Forum (sold out)
29 marzo 2023 – Bologna, Unipol Arena (sold out)
31 marzo 2023 – Firenze, Mandela Forum (sold out)
7 aprile 2023 – Eboli (SA), PalaSele
17 aprile 2023 – Milano, Mediolanum Forum (sold out)
18 aprile 2023 – Milano, Mediolanum Forum (sold out)
20 aprile 2023 – Milano, Mediolanum Forum (nuova data)
21 aprile 2023 – Milano, Mediolanum Forum (nuova data)







































