Effenberg: «Con “L’ultima mestruazione” rompo i tabù della società»

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L’ultima mestruazione è il nuovo singolo di Effenberg con il featuring di Rachele Bastreghi
dei Baustelle, pubblicato qualche settimana fa su tutte le piattaforme digitali.
Il brano è un intenso susseguirsi di ritmi ossessivi e incalzanti, chitarre e bassi distorti dove le voci di Effenberg e Rachele Bastreghi si intrecciano e si fondono insieme.

L’ultima mestruazione è un brano incisivo e dissacrante che sfida con leggerezza uno dei tabù inconsciamente e intimamente più radicati nella società. Questa ultima mestruazione rappresenta un tilt fisico ed emotivo della protagonista della canzone che allo stesso tempo diventa uno strumento di liberazione e di rinascita, un trampolino per una rinnovata coscienza.
Una nuova maturità e profondità psicologica che finisce per coinvolgere tutti i presenti che si riscoprono improvvisamente ed inspiegabilmente felici.

Abbiamo raggiunto Effenberg per farci raccontare L’ultima mestruazione: eccovi la nostra intervista.

Partiamo dal nome d’arte, che rimanda al centrocampista della Fiorentina degli anni ’90. Come mai questa scelta?

Ho scelto di avere un nome d’arte perchè ho esordito con un disco col mio nome di battesimo ma non l’ho mai pubblicato né distribuito, quindi per il disco successivo ho deciso di scegliere Effenberg come nome d’arte.
Lui ha giocato due anni a Firenze quando io ero ragazzino, e d’estate veniva al mare nello stesso stabilimento balneare dove andavo con la mia famiglia, vicino a dove abito.
Quindi un po’ perchè l’ho conosciuto e mi piaceva il suo carattere, un po’ arrogante ma di fondo un buono, ma soprattutto mi è piaciuta l’idea di avere un nome che fosse distaccato da quello che faccio, perchè da un nome tedesco uno magari si aspetta un altro tipo di musica.

Hai citato il tuo primo album, Piazza Affari chiude in calo, che non hai mai stampato né distribuito. Scelta curiosa per un album d’esordio. Come mai?

Perchè dopo averlo fatto non mi piaceva più.
L’ho fatto completamente da solo, l’ho masterizzato, e ho anche realizzato la copertina a mano.
Ho suonato qualche canzone nei primi live, però nel frattempo ho iniziato a scrivere altre cose. Quando mi sono reso conto che le cose nuove erano molto più interessanti del disco che avevo appena fatto, ho deciso di lasciarlo nel dimenticatoio.

Hai accennato alla copertina che avevi realizzato a mano. Leggendo tra i crediti del singolo, ho scoperto che l’illustrazione di copertina de L’ultima mestruazione è tua. Hai un talento anche come disegnatore.

In realtà ho una specie di tic: faccio dei disegni mentre penso ad altro o sono al telefono.
Quando abbiamo pensato alla copertina del singolo, il grafico mi aveva mandato la sua versione, molto bella ma distante dall’idea che avevo io.
Poi, nel cercare di spiegare a lui l’immagine che avevo in mentre ho fatto quel disegno, che è diventato direttamente la copertina de L’ultima mestruazione.
Da quell’idea di copertina è nato anche un piccolo fumetto. Ho illustrato la canzone in quattro vignette: una è la copertina, le altre “raccontano” la canzone dall’inizio alla fine. È un brano che ha una trama narrativa e cronologica, quindi si presta anche ad essere illustrato.

Parlando proprio della “trama” della canzone, come ti è venuta l’idea di quello che potremmo definire il colpo di scena finale, ovvero i presenti che d’un tratto si scoprono felici? Cosa sta a simboleggiare?

Esatto, è un discorso anche simbolico.
Significa che la protagonista della canzone ad un certo punto riesce a rompere il tabù e tutte le pressioni sociali che derivano da esso. Questo ha un effetto non solo su di lei, ma su tutta la società, che in questo caso è rappresentata dai clienti del ristorante e da chi ci lavora.
Di conseguenza, liberandosi dalla pressione sociale che attanagliava tutto il ristorante, i commensali si scoprono felici e liberi da queste convenzioni.
È un po’ come se la protagonista avesse fatto una magia, liberando le persone da questa repressione spirituale che c’è all’interno del ristorante.

Con L’ultima mestruazione riesci a toccare ben due tabù in un solo brano: le mestruazioni e la menopausa.

Inizialmente la canzone è stata scritta raccontando semplicemente una storia, sotto un impulso creativo che ha poco di razionale ed è molto più istintivo, come mi capita spesso.
All’interno di questa storia, poi, ci sono varie critiche, come quella alla società pro-natalista, che lega la realizzazione della donna solo alla sua possibilità di procreare.
In conseguenza di questo anche la menopausa viene vista come un disvalore, perchè una donna che non può più procreare ha un valore minore rispetto ad una donna ancora feconda.
La cosa buffa, però, è che il brano è stato scritto di getto, e queste considerazioni sono arrivate solamente dopo, a canzone finita.

Com’è nata la collaborazione con Rachele Bastreghi?

Ho scritto questo testo come se fossi stato un regista: la prima parte della storia è descritta in terza persona, poi è come se la telecamera passasse in soggettiva con la prima persona della seconda strofa.
Per rendere al meglio questo passaggio secondo me era più interessante se a cantare la seconda strofa fosse una donna, e avevo pensato a lei da subito.
Io e Rachele abbiamo un’amica in comune, così ho chiesto a lei di fare da tramite per farle ascoltare il pezzo. Fortunatamente la canzone le è piaciuta da subito ed ha accettato di partecipare.
Credo che abbia dato al brano un’identità molto più compiuta rispetto a com’era prima del suo intervento.

L’anno nuovo è ormai alle porte. Cosa sta preparando Effenberg per il 2023?

Per il momento sto lavorando a canzoni nuove.
Ultimamente ho capito che per molti aspetti, tra cui anche quello del marketing, conviene concentrarsi su singole canzoni piuttosto che su un album.
Ci sono diversi brani in lavorazione, ma al momento sono tutti allo stesso livello, non c’è ancora quello che preferisco e che vedo come prossimo singolo.
Quindi al momento non so bene quando e cosa, ma qualcosa uscirà.

Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".

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