Marco de Annuntiis pubblica “Capodanno”: «Una instant-song che andava fatta»

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Marco De Annuntiis

«In un’intervista dopo il primo album mi chiesero dei progetti per il futuro. Risposi: “La vita è troppo breve per vestirsi tutti i giorni nello stesso modo”. Forse oggi con un pezzo così diverso dai precedenti si può capire meglio cosa intendevo». Capodanno, il nuovo singolo di Marco de Annuntiis, è un nuovo vestito che esce dal suo armadio, e a prima vista l’effetto può sorprendere.

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«Il mio produttore aveva iniziato a lavorare a una base synth-pop di sapore un po’ francese. Mi ha chiesto di svilupparla con melodia e parole mie: forse voleva mettermi alla prova al di fuori del ruolo del cantautore solitario. L’ho fatto con molto piacere: amo le sfide, e in più l’idea di partenza mi ha subito riportato alle atmosfere malinconiche della mia infanzia».

Il tema è tutto nel titolo: «Il capodanno è il carnevale degli adulti e l’after-hour dei bambini. È la notte brava definitiva, un compleanno collettivo, un natale pagano. Qualcuno ha detto che il rock’n’roll è il sabato sera e il gospel è la domenica mattina: il capodanno unisce le due le cose, anche se cade di lunedì. Ad attrarmi è il senso effimero della festa, le grandi aspettative e le grandi delusioni che si incrociano in una sola notte».

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Il testo ferma un attimo poco fuggente: “Non si può fare a meno come un vizio / di prendere la fine come un nuovo inizio”, col pensiero che va a “il trenino, il cotechino /il tuo amico Charlie Brown”. Tra bilanci e bilance, botti e botte, lavatrici che piovono dai balconi e gatti che scappano sotto il divano, l’anno che non verrà porta con sé un tecnobeat puntato da arpe, orchestra e da una voce a metà strada tra Jacques Dutronc, Gordon Haskell e l’ ultimo Gainsbourg a capovolgere le parole di Lucio Dalla: “Caro amico non ti scrivo / tu stai bene, io sono vivo / l’ orchestra non fa lenti / e l’ orologio è un’ ora avanti”, come nel veglione col maestro Mario Canello in Fantozzi.

«Quando Carmelo Bene diceva che “Non si scappa mai dalla catena di montaggio, soprattutto nell’ entusiasmo”, ho sempre pensato a situazioni come la notte del 31 dicembre. Della quale tollero sempre meno quell’aria di vitalismo forzato, di allegria obbligatoria. Ma allo stesso tempo non sopporto il moralismo del pistolotto “Odio il capodanno”, che fa tanto engagé. La canzone parla semplicemente di un uomo di oggi, compromesso con il mondo contemporaneo. Uno che non può far meno di aderire anche lui al rito tribale, ma che lo fa con un certo disagio».

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Che senso può avere oggi una instant-song, ammesso che Capodanno lo sia? «In un mondo in cui tutto dura un istante ci si imbatte sempre meno di frequente nell’instant-song, e Capodanno lo è decisamente. A tal punto che qualcuno mi ha sconsigliato di pubblicarla per timore che l’ambientazione nella notte di fine anno equivalesse a una data di scadenza, ma sentivo che era una cosa che andava fatta. Perché al di là dei tempi difficili per la musica e relativo marketing, alla fine conta solo una cosa: se una canzone ti piace la riascolterai anche fuori stagione, altrimenti no. Tutto qui».

Il brano è prodotto da Glezös e Francesco Terrana, il primo nome di riferimento nella scena punk/new wave (Dalton, Manicas e altro in arrivo, oltre alle passate collaborazioni con Francesco Baccini, Enzo Jannacci, Zucchero, Maurizio Vandelli e altri), il secondo alchimista del suono e nume tutelare della italodisco di successo internazionale (Blackbox e altro ancora). Il video è realizzato da Lorena Strummer.

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Capodanno è disponibile in digital download su tutte le principali piattaforme.

Il video:

Chansonnier, polistrumentista e scrittore, Marco de Annuntiis ha militato in varie band dell’underground romano (The Vicious, City Lights, JBI). Dopo una serie di collaborazioni con altri cantautori (Luigi Grechi De Gregori, Frida Morgan), nel 2016 scrive le musiche del film Sotto la sabbia di Fausto Trombetta. Nel 2018 pubblica tra i favori della critica Jukebox all’Idroscalo (Cinedelic Records). L’ album contiene i singoli Come De André, Shavette e Borderline (quest’ ultimo in duetto con Ilenia Volpe), mentre Conigli dappertutto viene inserita nella colonna sonora del film Maremmamara di Lorenzo Renzi. Nello stesso anno idea il film-documentario Se c’è un aldilà sono fottuto. Vita e cinema di Claudio Caligari – di cui compone anche le musiche – per la regìa di Simone Isola e Fausto Trombetta, presentato alla 76a Mostra del Cinema di Venezia 2019 e candidato al David di Donatello 2020 per il miglior documentario. Sue poesie sono state pubblicate sull’antologia Ostia! Romanzo di una periferia (Red Star Press, 2015) e sulla rivista letteraria Versodove (2019).

Dopo il singolo/video Orietta Berti è pazza (luglio 2022), Marco de Annuntiis pubblica ora Capodanno, il nuovo singolo.

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