Simone Cristicchi, al via il tour invernale con Amara

I due artisti tornano sui palcoscenici teatrali a raccontare la spiritualità che guida l'opera di Franco Battiato.

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Simone Cristicchi

Un viaggio musicale alla ricerca dell’essenza nella confusione della modernità, un rapimento – mistico e sensuale – tanto necessario in questo tempo in cui viviamo: questo è “Torneremo ancora” – Concerto mistico per Battiato, lo straordinario progetto di Simone Cristicchi e Amara, organizzato da International Music and Arts.

Partito il 19 giugno dal Teatro Romano di Verona per il Festival della Bellezza, il tour — accolto da un grande consenso di pubblico testimoniato dai numerosi sold out —, prosegue con 11 nuove date nel 2023 (QUI i biglietti).

Si parte, dunque, il 21 gennaio da Prato (Teatro Politeama Pratese), per proseguire il 22 gennaio a Brescia (Centro Teatrale Bresciano); il 16 marzo a Latisana (Udine, Teatro Odeon); il 17 marzo a Gemona del Friuli (Udine, Teatro “Sociale”); 18 marzo a Cividale del Friuli (Udine, Teatro Adelaide Ristori); il 19 marzo a Muggia (Trieste, Teatro Giuseppe Verdi); il 5 aprile a Cattolica (Rimini, Teatro della Regina); il 20 aprile a Bologna (Teatro Duse); il 21 aprile a Genova (Politeama Genovese); il 20 maggio a Milano (Sala Verdi del Conservatorio) e infine il 21 maggio a Senigallia (Teatro La Fenice).

Ispirati dal repertorio mistico del grande Maestro, i due artisti si rendono interpreti con grazia e rispetto dei messaggi spirituali che ne hanno reso immortale l’opera. Un’occasione per riscoprire un’eredità preziosa, in una nuovissima veste arrangiata dal Maestro Valter Sivilotti.

Pochi sono gli artisti come Franco Battiato, capaci con le loro opere di “cucire” terra e cielo, raggiungendo la rara armonia in grado di risvegliare e accarezzare l’anima. Pellegrino dell’Assoluto e rivoluzionario della musica, ha lasciato un patrimonio inestimabile, in cui alla forma canzone si sposa una profonda tensione spirituale: dalla preghiera universale L’ombra della Luce alla struggente La cura, passando per E ti vengo a cercare fino a Torneremo ancora, il suo ultimo brano inciso e non a caso il titolo scelto per il concerto.

«È la libertà che ho sempre ammirato in Battiato», rivela Simone Cristicchi. «Gli devo molto, devo molto alla sua infinita grazia, al suo modo di concepire l’arte come “missione” per aiutare la crescita e l’evoluzione spirituale dei propri contemporanei. Battiato è un punto di non ritorno: c’è un prima e un dopo di lui, nessun altro. È stato l’unico cantore di un divino che non ha mai saputo di incensi e sagrestie. Con questo progetto sento l’emozione e il privilegio di interpretare insieme ad Amara il suo repertorio mistico, e immergermi ancora più profondamente in quei messaggi che valicano i confini del tempo».

«Viaggiare nella consapevolezza della coscienza lucida di Battiato è stato come spingermi oltre confine, un elevarsi a nuove frequenze, altri codici, altre certezze, alte visioni del Sé e della realtà circostante», sottolinea Amara. «Una trasmutazione radicale, direi, per chi come me cerca verità e orizzonti nuovi da valicare. Grazie a Franco ho capito che è solo oltrepassando sé stessi che si può raggiungere quel “Centro di gravità permanente” che tanto cerchiamo».

Sul palco, accompagnano i due artisti il Maestro Valter Sivilotti al piano e i solisti della Accademia Naonis di Pordenone (Lucia Clonfero, Igor Dario, Alan Dario, U.T. Gandhi, Franca Drioli). Alternano l’esecuzione dei pezzi alcune letture tratte dai maestri che hanno influenzato il pensiero di Battiato: Rumi, Gurdjieff, Ramana Maharshi, Willigis Jager e il teologo Guidalberto Bormolini.

«Avvicinarsi a un gigante come Battiato non è un compito facile. Simone Cristicchi e Amara possiedono la profondità d’animo necessaria per affrontare con successo questa sfida», afferma Franz Cattini, fondatore di IMARTS e storico manager di Franco Battiato.

Il concerto mistico “Torneremo ancora”, ben lontano da una sterile celebrazione, si prefigge di diventare liturgia musicale, sulle tracce dell’insondabile mistero dell’Essere davanti al Divino.

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