I colori di Alfred Hitchcock

Dal 18 gennaio al 2 febbraio 2023 alla Cineteca Milano Arlecchino la retrospettiva dedicato “al maestro del brivido” sul suo periodo a colori

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La finestra sul cortile

Unico film in bianco e nero il suo capolavoro Psycho

Il cinema è come la vita, ma con le parti noiose tagliate”. Così affermava Alfred Hitchcock, già cineasta attivo negli anni ’20 in Inghilterra dove era nato il 13 agosto 1899 a Londra. Nel ’40 insieme alla sua famiglia si trasferisce in America a Los Angeles per iniziare una carriera strepitosa. Nel ’48 gira Nodo alla gola (il 28 gennaio ore 17.15), storia di due studenti universitari che uccidono un amico solo per dimostrare  la validità delle loro teorie da superuomini, mentre nel ’54 è la volta di La finestra sul cortile (il 18 gennaio ore 16.45 e il 29 gennaio ore 14.30), protagonista su fotoreporter  costretto all’inattività su di una sedia a rotelle a causa di una gamba ingessata, che per ingannare il tempo osserva la vita dei suoi vicini da casa. Dello stesso anno è ll delitto perfetto (il 1 febbraio ore 14.30). Al centro della vicenda un marito che organizza l’assassinio di sua moglie. Nel ’55 tocca a Caccia al ladro (il 26 gennaio ore 19.15 e il 2 febbraio ore 17.00) con Cary Grant nei panni di un famoso ladro di gioielli, noto come “il gatto” accusato ingiustamente di una serie furti. L’anno successivo è la volta di L’uomo che sapeva troppo (il 24 gennaio ore 17.00) con James Stewart nel personaggio di un medico americano in vacanza in Marocco con sua moglie Doris Day, coinvolto suo malgrado in un affare di spionaggio. Nel ’58 sarà l’affascinante Kim Novak la protagonista di La donna che visse due volte (il 26 gennaio ore 16.45 e il 1 febbraio ore 21.00), mentre nel ’59 con Intrigo internazionale (il 28 gennaio ore 14.45 è ancora Cary Grant l’interprete principale nel ruolo di un pubblicitario di successo coinvolto in una intricata vicenda di spie. Nel ’60 grande successo ottiene Psycho (il 21 gennaio ore 15.00 e il 2 febbraio ore 19.00) ambientato in un anonimo motel di provincia dove una ladra ricercata dalla polizia viene misteriosamente uccisa a coltellate sotto la doccia. Nel ’63 il regista inglese sbanca al botteghino con Gli uccelli (il 19 gennaio ore 18.45). In un paesino sul mare vicino a San Francisco stormi di uccelli attaccano improvvisamente gli abitanti del luogo. Nel ’72 Hitchcock torna a Londra per ambientarvi Frenzy (il 29 gennaio ore 21,15 e il 2 febbraio ore 19.00), storia di un ex pilota d’aereo della Raf che viene ricercato con l’accusa di essere lo strangolatore di due donne. Il programma propone domenica 22 gennaio alle ore 17.00 il Concerto Live: Ballate Hitchockiane. Il maestro Matteo Monico eseguirà al pianoforte la colonna sonora  scritta da Bernard  Herrmann per Psycho. Inoltre con la tastiera e la cassa del  pianoforte restituirà la partitura di rumori manuali ed elettronici- graffi e battiti di ali- concepiti da Hitchcock per il suo unico film privo di musica, Gli uccelli.

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Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente collabora a Diari di Cineclub, Grey Panthers, il Migliorista, Riquadro.com, pagina facebook Sncci Lombardia. Ha pubblicato nel 2021 per Aiep Editore “L’altra metà del pianeta cinema-100 donne sul grande schermo” e nel 2022 per Haze Auditorium Edizioni “Cinemiracolo a Milano. Cineclub, cinema d’essai e circoli del cinema dalla Liberazione a oggi”.

2 COMMENTI

  1. Bella rassegna, la tua, Pierfranco dedicata all’indiscusso maestro del brivido. Li ricordo tutti; a suo tempo non ne persi nemmeno uno. Difficile stabilire il “più meglio”, a titolo personale ricordo “L’uomo che sapeva troppo”, impagabile l’attentato in teatro in concomitanza con il colpo dei piatti.
    Un vero peccato che i postumi della recente disavventura clinica, mi vietino le uscite.
    In realtà negli “Uccelli” la musica è proprio data dal gracchiare e lo sbatter d’ali dei principali protagonisti. Un caro saluto. VittS

  2. Grazie caro amico la, rassegna è merito della cineteca Milano ma i film del grande mago del brivido sono immortali e si può guardare all’infinito la finestra sul cortile intrigo internazionale nodo alla gola gli uccelli senza mai stancarsi tanti auguri per la tua salute ciao

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