“Che benessere” è il nuovo singolo de Lo Stato Sociale, il pezzo mancante del puzzle con “Fottuti per sempre”

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È uscito oggi “Che benessere”, il nuovo singolo de Lo Stato Sociale, a distanza di una settimana da “Fottuti per sempre” (ne abbiamo parlato QUI).

Pensati come il lato A e il lato B di un 45 giri, “Che benessere” non potrebbe sembrare più diverso da “Fottuti per sempre”. Quest’ultimo è un brano che si guarda dentro, che butta fuori tutto fino alle viscere, mentre “Che benessere” è un pezzo ironico che si rivolge verso l’esterno, descrivendo tutto ciò che non va in questo mondo e scegliendo di riderci su, perchè, per citare il ritornello, “Era meglio stare in giro a finire il vino / e a cantare questo disastro”.

Anche il feat non potrebbe essere più distante: da un lato l’autorevolezza di Vasco Brondi, dall’altro l’essere scanzonato (e decisamente giovane) di Naska, ma a loro modo entrambi perfettamente a fuoco con la propria canzone.

Ma per quanto diversi “Fottuti per sempre” e “Che benessere” sono due canzoni che si legano alla perfezione, due pezzi che si incastrano e mostrano le varie sfacettature de Lo Stato Sociale, sempre in equilibrio tra il serio e il faceto, dissacranti, ma con un continuo senso si leggerezza.

“Che benessere” tocca tanti punti: dalla delocalizzazione al consenso popolare costruito sulla paura, cita Mario Draghi, Giorgia Meloni e il grande classico dei migranti che ci rubano il lavoro. E lo fa in pieno “stile règaz”, ridendoci su e prendendosi in giro fino ad autocitarsi (“ma tu pensa che ansia / una vita in vacanza ed il nuovo che avanza /e nessuno che rompe i coglioni”). In parole povere guarda tutto il male che c’è, buttandolo in caciara senza però perdere la lucidità.

Ecco come i règaz hanno raccontato la genesi del brano: la canzone parla di quello che sarà. Se una l’abbiamo scritta con un compagno di viaggio di questi dieci anni, l’altra con un nuovo amico che ha dieci anni meno di noi. Se una sputa con rabbia tutto quello che senti di aver perso per crescere, l’altra parla con leggerezza del disastro che abitiamo nel presente, del cantare che è quasi come respirare e di tutto quello per cui ancora vale la pena vivere.

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TESTO

Wikipedia ha detto che i gelati sono buoni
non sono cattivi come quelli che ci rubano il lavoro.
Ma l’azienda si deve salvare, meglio delocalizzare
rubiamo a casa loro, dove rubare è legale.

Su Wikipedia qualcuno ha scritto anche che fumare troppo ti fa male.
Ma era solo la pubblicità del bonus per la salute mentale.
Solo che io non ho mai ricevuto risposta
di questo disastro che ho in testa non so a chi dare la colpa, la colpa

Ma che benessere! Che c’è tra di noi stanotte
fumo una sigaretta per non stare troppo bene.
Ma che benessere! Buongiorno mondo, buongiorno il cazzo!
Era meglio stare in giro a finire il vino e a cantare questo disastro.
E a cantare questo disastro.

E l’uomo del giorno è un banchiere, dice di vendere
la donna dell’anno è madre e Giorgia e dice di pregare
investire sulla paura che è un po’ la nuova felicità.
C’è una nuova religione online dove tutto quanto costa la metà.

Ma che benessere! Che c’è tra di noi stanotte
fumo una sigaretta per non stare troppo bene.
Ma che benessere! Buongiorno mondo, buongiorno il cazzo!
Era meglio stare in giro a finire il vino e a cantare questo disastro.
E a cantare questo disastro.

E se non ti passa bevi di più.
È perché pensi troppo che ti fa male dalla testa in giù.
So quanto sono pesanti le serate in città
e quante volte hai detto basta, no grazie non mi va
ma tu pensa che ansia una vita in vacanza ed il nuovo che avanza
e nessuno che rompe i coglioni.

Ma che benessere! Che c’è tra di noi stanotte
fumo una sigaretta per non stare troppo bene.
Ma che benessere! Buongiorno mondo, buongiorno il cazzo!
Era meglio stare in giro a finire il vino e a cantare questo disastro.
E a cantare questo disastro. E a cantare questo disastro.

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Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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