Ecco i vincitori del Premio Mimmo Cándito – Per un Giornalismo a Testa Alta 

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Mimmo Cándito
Da sinistra: Federica Tourn, Paolo Griseri, Marinella Venegoni, Marina Forti, Massimo Giannini.

Una bella “festa dell’Informazione” al Circolo dei Lettori di Torino, dove si è tenuta la premiazione dei vincitori della seconda edizione del Premio Mimmo Cándito – Per un Giornalismo a Testa Alta.

È impressionante che l’inchiesta che ha vinto, delicatissima, parlasse di suore violentate dai preti. Ospite d’onore il direttore de La Stampa Massimo Giannini, che ha interloquito con i premiati, risposto alle domande e parlato dell’essenza del giornalismo. Lo scrittore Marco Revelli è intervenuto da casa e ha parlato di Mimmo Cándito in termini che hanno suscitato commozione. 

Mimmo Càndito era un grande giornalista. Ci ha lasciato quasi cinque anni fa, il 3 marzo 2018, dopo una lotta lunga e coraggiosa contro il tumore, splendidamente raccontata in un libro pubblicato da Rizzoli nel 2016 che all’epoca lessi tutto d’un fiato, 55 vasche. Le guerre, il cancro e quella forza dentro. Lui le guerre le ha viste da vicino, purtroppo ne aveva viste tante come inviato de La Stampa. E la forza che aveva dentro era davvero straordinaria: quando lo incontravo, rimanevo incantato ad ascoltarlo. I suoi racconti erano pieni di vita, c’era tanta umanità, ed era capace di narrare storie incredibili con quella semplicità che contraddistingue i grandi veri.

Ora, per volontà dell’Associazione a lui intitolata e presieduta da sua moglie Marinella Venegoni, è stato istituito il Premio ”Mimmo Candito – Per un Giornalismo a Testa Alta”, che intende promuovere e onorare i valori che hanno improntato la vita personale e professionale di una grande firma del giornalismo “in trincea”.

Mimmo Càndito

La giuria, presieduta da Paolo Griseri (La Stampa) e composta da Marina Forti (Internazionale), Simona Carnino (vincitrice della prima edizione) e Vincenzo Vita (Il Manifesto) ha assegnato a Federica Tourn il “Premio Opera” per l’inchiesta intitolata “Quel prete è uno stupratore” e pubblicata su “Millenium”, mensile del Fatto Quotidiano, con la seguente motivazione:

“Sugli abusi sessuali subiti dalle suore e non di rado coperti dalle autorità ecclesiastiche, ha il pregio di trattare un argomento raramente riportato sulle prime pagine dei media, soprattutto in Italia, e il vantaggio della completezza delle testimonianze. Una indagine vecchio stile, che si basa sulla forza del racconto, un meticoloso uso delle fonti e la capacità di scrittura e che, in questo caso, non può, per ovvie ragioni, essere sostenuta da immagini e testimonianze video”.

La giuria ha anche deciso di assegnare una menzione particolare al reportage di Daniele Bellocchio sul Nagorno Karabakh pubblicato da Inside Over. Il lavoro di un coraggioso freelance che si distingue per l’articolata struttura del reportage e la capacità di seguire sul campo nel corso del tempo le vicende di una guerra ormai dimenticata.

A Letizia Tortello, inviata de La Stampa, andato invece il “Premio Progetto d’Inchiesta” per il reportage “Marocco, donne fuori dal Medioevo” sulla condizione delle donne in Marocco. 

Infine, una menzione speciale degli allievi della Scuola di Giornalismo “Lelio Basso” di Roma a Valerio Cataldi, caporedattore delle inchieste di Rainews, per “Mario che costruiva la pace”, inchiesta che riaccende l’attenzione su un evento troppo presto messo a tacere, la morte di Dario Paciolla in dubbie circostanze, mettendo a fuoco sia l’operato sospetto degli inquirenti colombiani, sia il silenzio mantenuto dalle Nazioni Unite sul caso.

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Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino) e "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi", "Massimo Riva vive!", scritto con Claudia Riva, "70 volte Vasco", scritto con Marco Pagliettini, e "Lucio Dalla. Immagini e racconti di una vita profonda come il mare".

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