“La figlia di Dio”: Rossella Seno voce degli ultimi

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La copertina del disco "La figlia di Dio" di Rossella Seno

SE INVECE di perdere tempo a discutere sul valore dei Maneskin se ne perdesse di più ad ascoltare dischi e artisti che si ostinano a produrre canzoni in direzione ostinata e contraria, scopriremmo che anche nel terzo millennio ci sono cose che non vanno a Sanremo, non passano per i talent, non finiscono sulle copertine dei tabloid ma ti sanno sorprendere.

“La figlia di Dio” di Rossella Seno è uno di questi. La cantattrice veneziana, da vari anni stabilmente romana ha coinvolto anche questa volta un manipolo di autori e interpreti di talento per un album dedicato ai diseredati e agli ultimi del mondo e che in qualche modo si rifà molto alle atmosfere antiche e folk di Fabrizio De André, che è anche uno dei punti di arrivo di questo lavoro prodotto dall’etichetta veronese indipendente Azzurra Music, e che in qualche modo appare come un secondo capitolo del precedente e ottimo “Pura come una bestemmia”.

Rossella Seno

“Se il tuo Dio è bambino di strada umiliato, maltrattato, assassinato, bambina, ragazza, donna violentata, venduta, venduta, usata, omosessuale che si dà fuoco senza diritto di esistere, handicappato fisico, mentale, compatito, prostituta dell’Africa o dei paesi dell’Est, che tenta di sfuggire la fame e la miseria creata dai nostri stessi pesi” e così via enumerando decine, centinaia di casi rubati alla cronaca degli anni, scrive Don Andrea Gallo nel lungo monologo che illustra l’album, “di qualsiasi Chiesa o setta non m’importa, egli sarà anche il mio Dio, perché manifestandosi negli ultimi è Amore”.

Un monologo di Michele Caccamo recitato da Alessio Boni apre il disco introducendo così undici brani che percorrono mondi diversi, costruiti dal chitarrista e cantautore Massimo Germini con Pino Pavone, Marco Aime, Matteo Pavone, Michele Caccamo, e due composizioni del folksinger di Brighton Allan Taylor (che aggiunge la sua voce in “Cantami”), tradotte dal cantautore genovese Federico Sirianni autore dell’ultimo intenso brano, chiave e titolo dell’intero disco che segue la citazione diretta di De André “Si chiamava Gesù”.

Preghiera laica ma non troppo “La figlia di Dio” è un disco che arriva dal mondo dei pensieri alti e dell’attenzione alla vita, là dove le parole e i fatti pesano, e gli uomini contano a prescindere, anche se troppo spesso inascoltati.

Rossella Seno riesce a dar loro splendidamente voce, dopo averla data in passato agli Orsi della luna ingabbiati a vita, a Piero Ciampi e, in teatro, a Milly, fra le tante cose diverse realizzate sempre con passione e talento.

Giò Alajmo

(c) 2023

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