Dagli Area alla Premiata Forneria Marconi, la storia di Patrick Djivas in un libro

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Patrick Djivas
©Giordano Casiraghi

Cominciamo dalla fine, dall’elenco delle partecipazioni ai dischi di altri. Patrick Djivas ha “prestato” il suo basso per la realizzazione dei dischi di Lucio Dalla («Storie di casa mia»), Alberto Radius («Radius»), Gianna Nannini («Una radura»), Alberto Fortis («Alberto Fortis»), Paolo Conte («Un gelato al limon»), Ivan Cattaneo («Superivan»). E siamo ancora nei Settanta, poi ci saranno altri dischi, altre partecipazioni.

L’occasione di parlare di Patrick Djivas arriva dalla pubblicazione del libro «Patrick Djivas, via Lumière» di Louis de Ny (Voices, pag. 236 – 21€). De Ny è un appassionato di prog italiano e sull’argomento ha scritto due libri, sfatando l’idea che quello stile fosse di esclusivo interesse nazionale oltreché giapponese. Tra le fonti consultate sembrano però mancarne alcune certamente importanti, ma De Ny mostra di andare dritto al personaggio più che dare importanza al periodo del prog italiano che si sviluppa dai primissimi anni Settanta e va avanti per un decennio.

Intanto si inizia dal concepimento, dalla guerra che origina incontri fugaci, e Patrick nasce infatti nel 1946 e vive l’infanzia a Tunisi per poi arrivare in Costa Azzurra dove come primo strumento. Da allora, passando allo strumento del basso, Patrick arriva a suonare prima con Rocky Roberts e poi con Lucio Dalla che incontra mentre è in sala di incisione a registrare «Il gigante e la bambina» di Ron. Quella volta era in compagnia del tastierista Leandro Gaetano e a fine sessione il produttore del disco, un certo Lucio Dalla, propone ai due di unirsi al suo gruppo per accompagnarlo nei concerti a venire, in particolare per una tournée a New York. La storia procede e Patrick l’ha raccontata in più occasioni, anche qualche settimana fa a Il Sotto di Arlati dove ha partecipato alla serata «Che Musica a Milano», fino ad arrivare alla formazione del gruppo Area insieme allo stesso Gaetano Leandro e a Giulio Capiozzo, a cui si è aggiunto Demetrio Stratos. Altro personaggio, altra storia come ce ne sono tante in questo libro.

La permanenza negli Area di Patrick durerà poco, perché dopo appena aver registrato l’album «Arbeit Macht Frei» confluirà nella Premiata Forneria Marconi.  Nel libro ci sono anche le fotografie, bella quella che vede Patrick al Piper di Roma con gli Area, ma ancor più vale quella scattata all’Altro Mondo di Rimini nell’estate del 1973 dove va in scena quella che viene ricordata come la Jam Session più straordinaria. Infatti sono sul palco elementi del Banco del Mutuo Soccorso, Premiata Forneria Marconi e Area. Alla batteria c’era Franz Di Cioccio che avverte il gran lavoro di Patrick al basso. È lì che parte la proposta: «Perché non vieni con noi?». Così, nel giro di qualche settimana Patrick decide di unirsi alla Premiata Forneria Marconi. Il più dispiaciuto sarà proprio Demetrio Stratos, ma le cose potrebbero anche evolversi in una maniera inaspettata e Patrick rivela di una proposta ricevuta da un manager americano che invitava Djivas e Di Cioccio a convincere Demetrio Stratos per formare un trio che avrebbe avuto una strada preferenziale in territorio americano. Rivelazioni e aneddoti che proseguono per altri anni a venire, anni ricchi di soddisfazione  e di tante tournée, a proposito a metà febbraio di quest’anno Patrick con la Premiata Forneria Marconi sarà in tour in Messico, altra terra che da anni mostra particolare interesse per il prog italiano. 

In fondo al libro viene dato spazio a quella che rimane una delle canzoni più rappresentative di Patrick nella PFM, ovvero «Maestro della voce», dedicata proprio a Demetrio Stratos, brano dove il basso la fa da padrone. Curiosa la pagina che raccoglie tutti i bassi utilizzati da Patrick, dal primo Gibson Thunderbird del 1960 all’ultimo Groove Master a cinque corde costruito apposta per lui. Altre storie si susseguono, altre passioni si rincorrono, le moto, le auto e i voli con un aeromobile, ma è la musica che la vince sempre, per quella Patrick ha smesso anche di invecchiare. 

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Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018), Che musica a Milano (Zona editore, 2014), Cose dell'altro suono (Arcana, 2020) e Battiato - Incontri (O.H., 2022), Gianni Sassi la Cramps & altri racconti (Arcana, 2023) .

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