“Sopravvissuti e sopravviventi”, storia di un album del Liga molto sottovalutato quando uscì

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sopravvissuti e sopravviventi
Ligabue in concerto a Milano nel 1993

Oggi compie trent’anni Sopravvissuti e sopravviventi, il terzo lavoro di Ligabue. Un album ampiamente sottovalutato all’epoca, e altrettanto ampiamente rivalutato dai fan (e dallo stesso Luciano) col passare del tempo. Fu pubblicato il 22 gennaio 1993.

Si tratta dell’ultimo album inciso interamente con i ClanDestino, e uscì in un periodo “nero” per il Liga: in quei mesi si consumò la sua rottura con il suo primo manager Angelo Carrara. Fu una rottura traumatica, i due arrivarono a non parlarsi più, per un lungo periodo addirittura si odiarono.

sopravvissuti e sopravviventi

La registrazione

Eppure Sopravvissuti e sopravviventi nacque in un bel clima. Fu registrato nell’arco di due mesi agli Umbi Studios.
Racconta Gigi Cavalli Cocchi: «Eravamo come una scolaresca in vacanza». E aggiunge Max Cottafavi: «Volevamo fare un disco cattivo, duro. Quell’anno era esploso il grunge ed eravamo tutti intrippati con Nirvana e Soungarden». Fatto sta che ne scaturì un album quasi hard rock.
La prima versione fu bocciata dalla casa discografica, così lo ri-mixarono. Ma anche la versione definitiva fu accolta con molte perplessità.
«Sentivo la necessità di dimostrare», mi disse Luciano qualche anno dopo, «di essere cresciuto come autore e come produttore, ma evidentemente a un certo punto la faccenda mi è sfuggita di mano senza che me ne rendessi conto». Quando uscì, il disco non fu accolto bene dai fan. Lui difese il suo lavoro a spada tratta definendolo «La cosa migliore che ho fatto», ma riuscì a convincere solo una parte del suo pubblico.

Sopravvissuti sopravviventiUn paio di curiosità

Originariamente l’album si sarebbe dovuto intitolare La Filodrammatica Ligabue presenta Persi, Personaggi e Interpreti. In seguito a questa idea Gigi realizzò una prima bozza di copertina, che però non è mai uscita dai suoi archivi personali.

Sopravvissuti e sopravviventi

Sopravvissuti e sopravviventiLa foto usata per copertina definitiva fu scattata nel teatro chiuso al pubblico da anni per inagibilità del Convitto Rinaldo Corso di Correggio.
L’artwork è di Gigi Cavalli Cocchi: fu lui a preparare i disegni delle maschere, poi ognuno scelse quella che lo rappresentava di più. Quello con la maschera da lupo e il megafono è Luciano. Quello col tamburo Gigi, con il trombone Luciano Ghezzi, con la fisarmonica Gianfranco Fornaciari e con la chitarra Max Cottafavi.

La “rivincita”

Negli anni Sopravvissuti e sopravviventi ha subito una forte rivalutazione ed è diventato un best seller. Oggi è uno degli album preferiti del Liga per una robusta fascia di fan.Nel 2013, in occasione dei suoi 20 anni, il Bar Mario ne ristampò su etichetta Fuoritempo (su licenza Warner) il vinile in edizione speciale e limitata: solo 500 copie con audio rimasterizzato, riproduzione originale di copertina e busta interna più un inserto speciale di 4 pagine che ne racconta la realizzazione attraverso le testimonianze di Luciano. Ovviamente quelle 500 copie andarono esaurite in men che non si dica e oggi sono ricercatissime dai fan.

(Le immagini che illustrano questo post sono il bozzetto che Gigi Cavalli Cocchi fece per la copertina, la copertina definitiva, alcuni dei disegni originali e, in chiusura , l’invito per l0 show case)

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Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino) e "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi", "Massimo Riva vive!", scritto con Claudia Riva, "70 volte Vasco", scritto con Marco Pagliettini, e "Lucio Dalla. Immagini e racconti di una vita profonda come il mare".

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