Articolo 31: «”Un bel viaggio” è solo l’inizio. Ora album e tour»

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La reunion più clamorosa del Festival di Sanremo 2023 è senza ombra di dubbio quella degli Articolo 31. Il duo, formato da J-Ax e DJ Jad si era sciolto nel 2006 e i rapporti tra i due sono stati anche estremamente tesi, come cantano in Un bel viaggio, il brano con cui sono in gara sul palco dell’Ariston.
Un primo riavvicinamento live c’è stato nel 2018, quando nel tour di Ax c’è stato un momento “Articolo 31” con Jad ospite, ma a tutti è sembrata una cosa “one shot” per celebrare una rappacificazione tra due vecchi amici, non certo un nuovo inizio come gruppo musicale, dato che da lì non è più successo niente per i successivi 3 anni. Silenzio totale fino all’annuncio di Amadeus della partecipazione in gara al Festival di Sanremo.

Da lì sono stati annunciati anche una serie di concerti al Mediolanum Forum di Assago: al momento le date sono quattro, di cui tre sold out e una con una manciata di biglietti ancora disponibili, che porterà quindi il totale degli spettatori a 50.000 sui quattro live. Un dato incredibile, praticamente come riempire lo stadio di San Siro.

Oggi pomeriggio gli Articolo 31 hanno incontrato la stampa per parlare della loro partecipazione al Festival e dei progetti futuri, tra cui il disco e il tour. Eccovi le loro parole.

Ieri sera, durante la serata dei duetti, avete fatto un appello al governo Meloni per legalizzare la cannabis. Subito è arrivata la risposta di Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d’Italia, che ha detto che col governo di destra non si legalizza assolutamente nulla.

J-Ax: Per chi ha un po’ di memoria storica, nel 1995 noi siamo andati a Domenica In, con Carlo Conti presentatore, ed era la terza volta in assoluto che cantavamo Maria Maria in televisione. Siccome in quel periodo c’erano le elezioni e non sapevano come attaccare la sinistra, quando abbiamo detto “legalizzala” hanno fatto la prima pagina de Il Giornale con scritto “lezioni di spinello in Rai”.
Comunque potevo anche rifermirmi a Giorgia la cantante, che ha detto che farà quello che può per legalizzarla.

Un momento importante di questo Festival è stata la vostra commozione durante la prima esibizione: come vi siete riavvicinanti, dopo tutti questi anni distanti?

Jad: Ci siamo riavvicinati grazie a mio fratello Wlady. Lui c’è sempre stato, fin dal giorno zero, anzi, è stato proprio lui a presentarci. È stato il primo dj di Ax, poi però ha capito che suo fratello aveva in quel periodo un po’ più di conoscenza per quanto riguarda l’hip hop e il rap, e da lì io e Ax abbiamo iniziato la nostra avventura.
Nel 2018, proprio grazie a mio fratello, c’è stata la prima reunion live, dove ci siamo riabbracciati umanamente e ci siamo ritrovati.
La scorsa primavera, poi, abbiamo iniziato a lavorare all’album. Sia io che mio fratello mandavamo ad Ax i vari beat e le musiche che producevamo, lui ha avuto una sensazione ottima, ha cominciato a scrivere, e come primo pezzo è nato proprio Un bel viaggio.
Appena ho ricevuto il demo ho avuto i brividi e gli ho detto “Ax, con questo brano dobbiamo andare a Sanremo”. Lui “no no, Sanremo no”, poi alla fine siamo riusciti a convincerlo e siamo qui.
Comunque, che avessimo fatto o meno Sanremo, Un bel viaggio sarebbe stato il primo singolo del nostro nuovo progetto, perchè ci mette a nudo e ci rappresenta per quello che siamo stati e per quello che saremo.

Nel documentario Numero zero, che è stato disponibile su Netflix, racconti che all’inizio della tua carriera ti rendevi conto di un gap nei confronti dei mostri sacri dell’hip hop in Italia, come Speaker Dee Mo che aveva fatto Sfida il buio. Chi sono stati i tuoi maestri?

J-Ax: In quell’intervista parlavo del brodo primordiale del rap italiano. In quegli anni c’era gente che stava letteralmente inventando il rap italiano, visto che la nostra lingua è veramente diversa dall’inglese, per come è strutturata e come si costruiscono i concetti.
A Bologna c’era l’Isola del cantiere, uno spazio dove crescere per quanto riguarda il rap e i contenuti, e personaggi come Speaker Dee Mo e l’Isola Posse, di cui ha fatto parte anche Neffa, erano sicuramente i più bravi a far suonare il rap in italiano.
Anche grazie ai loro dischi, nel momento in cui il rap si è diffuso, il livello è cresciuto ovunque, anche a Milano.
Il disco di Speaker Deemo a me l’ha regalato un mio amico che lavorava in un negozio di dischi. Quelli erano anche album difficili da trovare, in quanto non avevano una distribuzione enorme.
Molte volte i giornalisti prendono a riferimento le posse perchè nel loro campo erano più “famosi”. Io invece dico che in realtà chi mi ha inspirato è stata la scuola bolognese e in particolare Speaker Dee Mo con quel singolo, che era Sfida il buio. È un pezzo che ancora oggi è bellissimo e davvero incredibile.
Nel documentario a cui ti riferisci dicevo che nel mio caso tutti dicono che noi siamo dei precursori, ma anche noi abbiamo avuto altri prima di noi, che erano quelli che hanno iniziato a fare rap negli anni ’80.
All’epoca in alcuni momenti era più avanti Milano, poi è toccato a Bologna, poi è arrivata prepotentemente Roma.
Oggi la posizione geografica non conta più, perchè c’è internet che ha spalmato tutto: può venire fuori uno di provincia che è bravissimo e magari il rap l’ha imparato da solo, mentre ai tempi era più difficile avere dei maestri.

Cosa hanno imparato le generazioni di oggi dal vostro modo di fare rap e qual è il futuro del rap in Italia?

J-Ax: Alcuni non hanno imparato niente, alcuni tutto. Non si può parlare di un fenomeno vasto come quello del rap italiano oggi, dove c’è davvero di tutto.
Io penso che il rap tenderà sempre di più a sciogliersi dentro ogni genere musicale, come sta succedendo ad esempio negli Stati Uniti, dove sono avanti di 40 anni rispetto a noi.
Lì la diffusione del rap è iniziata negli anni ’80, mentre da noi a metà degli anni ’90 e con molta difficoltà. Sta già succedendo, ma il rap sarà sempre di più la musica che contaminerà gli altri generi, finchè non girerà la ruota e si ricomincerà da capo.

Uscirà un nuovo album a breve?

J-Ax: Sì, ci sarà un nuovo disco, ma al momento non possiamo ancora dire niente. Siamo in una fase embrionale in cui abbiamo fatto solo dei demo, quindi è inutile parlare di cose che non sono ancora complete.
Jad: Comunque ritrovarci in studio è stato fantastico. La sintonia è la stessa dell’inizio, ma con molte meno canne!

Le prossime date degli Articolo 31

18 maggio – Milano, Mediolanum Forum (sold out)
19 maggio – Milano, Mediolanum Forum (sold out)
24 maggio – Milano, Mediolanum Forum
25 maggio – Milano, Mediolanum Forum (sold out)

I biglietti sono disponibili su Ticketone.

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