Penultima serata del Festival di Sanremo 2023 e, come tradizione, serata dedicata al binomio cover/duetti.
Potete rileggere anche le nostre pagelle della prima e della seconda serata, con i voti a tutte le canzoni in gara, mentre ora bando alle ciance ed ecco a voi il lunghissimo pagellone con i 28 brani presentati stasera.
Ariete con Sangiovanni – Centro di gravità permanente
Ariete seduta sulla sdraio ad inizio brano replica la copertina iconica de La voce del padrone.
L’arrangiamento del brano è fedele all’originale e lei lo canta con rispetto e una buona intonazione. La partecipazione di Sangiovanni, però, invece di valorizzare la performance, la affossa con un paio di stonature importanti.
VOTO: 4,5
Will con Michele Zarrillo – Cinque giorni
Will si cimenta con una canzone davvero difficile e storica, come Cinque giorni di Michele Zarrillo, accompagnato al pianoforte proprio dall’autore del brano.
Tra la resa della prima e della seconda strofa c’è uno stacco enorme, quando alla voce fina e dal vibrato incerto di Will, subentra la potenza vocale di Zarrillo, scatenando il boato del pubblico.
VOTO: 5,5
Elodie con Big Mama – American Woman
Qualcuno ci dovrebbe spiegare perchè al Festival della Canzone Italiana si possono cantare canzoni internazionali. Ma siccome probabilmente non avremo risposta, ci troviamo Elodie a duettare con Big Mama sulle note di American Woman.
L’interpretazione è poderosa, anche se l’inciso rappato in italiano fa un po’ calare l’intensità del pezzo. Comunque grinta da vendere e una sferzata d’energia.
VOTO: 6,5
Olly con Lorella Cuccarini – La notte vola
Olly sceglie di portare La notte vola, uno dei più grandi successi di Lorella Cuccarini, e al suo fianco sul palco dell’Ariston c’è proprio lei, a performare la storica coreografia del brano e cantare il ritornello.
In realtà si tratta quasi di una canzone completamente nuova, con due strofe scritte da Olly e solo il ritornello fedele all’originale, e un arrangiamento techno che però non rende onore alla versione.
VOTO: 5
Ultimo con Eros Ramazzotti – Medley Eros Ramazzotti
Ancora un artista in gara che sceglie di cantare una canzone del suo ospite o, come nel caso di Ultimo, addirittura un medley di brani di Eros Ramazzotti.
Arrivano quindi Adesso tu, Un’emozione per sempre e Più bella cosa.
Niente sorprese particolari, arrangiamenti uguali alle versioni originali, un duetto normalissimo e che, per questo motivo, funziona perfettamente, trasformando l’Ariston in un enorme karaoke.
VOTO: 6,5
Lazza con Emma – La fine
Il rap irrompe anche nelle cover al Festival di Sanremo, ed è Lazza a portare La fine, brano di Nesli del 2009, cantato insieme ad Emma e con la partecipazione di Laura Marzadori, primo violino della scala di Milano.
Grande arrangiamento e interpretazione da parte di tutti, una delle migliori esibizioni della serata.
VOTO: 7,5
Tananai con Don Joe e Biagio Antonacci – Vorrei cantare come Biagio
Genialata di Tananai che per cantare Vorrei cantare come Biagio, brano che ha lanciato la carriera di Simone Cristicchi, modifica il testo rimodellandolo su quella che è stata la sua carriera dal Sanremo dello scorso anno ad oggi.
Arriva poi proprio Biagio Antonacci, per cantare Sognami, portando a casa il duetto migliore di questa sera.
VOTO: 8
Shari con Salmo – Hai scelto me / Diavolo in me
Scelta davvero delicata per Shari, che decide di interpretare una gemma come Hai scelto me di Zucchero mentre per Diavolo in me arriva Salmo a darle manforte.
Decisamente meglio la seconda interpretazione della prima, dove troppi virtuosismi decisamente non necessari
VOTO: 6,5
Gianluca Grignani con Arisa – Destinazione Paradiso
Qualcuno dovrebbe spiegarci anche perchè, invece di una cover, un artista può portare una propria canzone del passato. Ma forse in questo caso possiamo dire che è Arisa che ha cantato una cover di Gianluca Grignani con la sua partecipazione, visto che è stata lei a sostenere il pezzo.
L’aggravante di questa esibizione è che è lo stesso Grignani a devastare letteralmente un suo pezzo storico come Destinazione Paradiso, mostrandosi in grande difficoltà nell’interpretazione.
Unica nota positiva la presenza del Maestro Beppe Vessicchio, anche se vederlo così, in una finta co-conduzione con Enrico Melozzi, lo riduce a un ruolo di macchietta che non merita.
VOTO: 4
Leo Gassman con Edoardo Bennato – Medley Edoardo Bennato
Leo Gasmman sceglie Edoardo Bennato e il Quartetto Flegreo per la serata delle cover, in un medley di brani del cantautore napoletano: si parte con A cosa serve la guerra, con parole che pesano come macigni, per poi passare a L’isola che non c’è, Il rock di Capitan Uncino, e un accenno strumentale del riff di Smoke on the Water dei Deep Purle.
Ottima esibizione, unico appunto il fatto che sembrava quasi un mini-show di Bennato, con un Leo Gassman davvero troppo in secondo piano.
VOTO: 6,5
Articolo 31 con Fedez – Medley Articolo 31
Altra autocelebrazione, quella degli Articolo 31, con la partecipazione straordinaria di Fedez.
Una carrellata di brani, partendo dagli ultimi fatti insieme per tornare indietro verso gli esordi: Italiano medio, Domani smetto, Spirale ovale, Gente che spera, Volume, La fidanzata, Maria Maria, Funkytarro, Tranqi Funky, Un urlo.
Mezzo voto in meno perchè cantare un medley di propri successi è troppo facile, ma hanno davvero spaccato di brutto. Ci erano mancati. Molto.
VOTO: 8
Giorgia con Elisa – Luce / Di sole e d’azzurro
Già all’annuncio dei duetti il parere unanime è stato che tutti gli altri 27 in gara avrebbero gareggiato per un posto dal secondo in giù, e quest’esibizione di Giorgia insieme ad Elisa con Luce (tramonti a nord-est) e Di sole e d’azzurro non fa che confermare quello che tutti pensavano, con un’interpretazione letteralmente galattica.
Certo che a fine esibizione potevano mettere anche il jingle “bonci bonci bo bo bo”, perchè così è davvero vincere facile. Anche per loro mezzo voto in meno per la scelta di brani propri.
VOTO: 8.5
Colapesce Dimartino con Carla Bruni – Azzurro
Si torna finalmente alle cover vere e proprie, con Colapesce e Dimartino che portano Azzurro, capolavoro di Paolo Conte portato al successo da Adriano Celentano, insieme a Carla Bruni.
Arrangiamento con molti rimandi all’originale, ma un po’ “svecchiato” e attualizzato, per un’esibizione davvero bella, che coinvolge
VOTO: 7,5
Cugini di Campagna con Paolo Vallesi – La forza della vita / Anima mia
Forse il binomio più curioso di questa serata: i Cugini di Campagna ospitano sul palco Paolo Vallesi, in un medley tra La forza della vita, brano presentato a Sanremo 1992, e Anima mia, canzone che quest’anno compie 50 anni.
Nella nostra intervista Vallesi ci aveva parlato della difficoltà tecnica elevate del nuovo arrangiamento, ed effettivamente armonizzare a 5 voci una canzone non studiata con quell’intento come La forza della vita è stata una sfida, decisamente vinta.
VOTO: 8
Marco Mengoni con Kingdom Choir 13 – Let it be
Quello di portare un brano internazionale può essere forse un azzardo per quello che al momento sembra essere il vincitore annunciato di questa edizione del Festival di Sanremo. Marco Mengoni infatti decide di reinterpretare Let it be dei Beatles in versione gospel insieme al Kingdom Choir 13.
L’interpretazione è di livello, sia da parte di Mengoni che del coro, ma forse anche eccessiva nei virtuosismi, per una canzone che fa della delicatezza e dell’essenzialità la sua dote peculiare.
VOTO: 7
gIANMARIA con Manuel Agnelli – Quello che non c’è
Scelta coraggiosa per un giovane come gIANMARIA, quella di portare un brano storico degli Afterhours come Quello che non c’è, e per di più farlo con chi quel brano l’ha scritto, ovvero Manuel Agnelli.
gIANMARIA ci mette impegno e grinta, ma Agnelli è di un’altra categoria e la differenza tra i due è marcata. Comunque un’esibizione che arriva alla sufficienza.
VOTO: 6
Mr. Rain con Fasma – Qualcosa di grande
Anche per Mr. Rain e Fasma più che una cover si tratta di una riscrittura delle strofe di Qualcosa di grande dei Lunapop, ma l’esperimento purtroppo non riesce, e andrà molto probabilmente a sgretolare l’ottima posizione di classifica raggiunta in gara con Supereroi.
Una delle versioni meno riuscite della serata, peccato.
VOTO: 5
Madame con Izi – Via del campo
Cantare una canzone di Fabrizio De André con l’autotune dovrebbe essere un reato perseguibile penalmente in un Paese che si definisce civile.
Madame comunque non sfigura affatto, mentre Izi non è all’altezza della sua collega. Inspiegabile la parte recitata a fine brano, più verso lo stile di Notre Dame de Paris. Anche lei potrebbe perdere posizioni in classifica.
VOTO: 5
Coma_Cose con Baustelle – Sarà perchè ti amo
Tributo ai Ricchi e Poveri per i Coma_Cose che scelgono i Baustelle per presentare una versione di Sarà perchè ti amo in bilico tra la versione originale e un arrangiamento più indie molto vicino all’annima delle due band sul palco.
Scelta coraggiosa per una canzone lontana dal mondo musicale di California e Fausto, ma che paga con un risultato che suona fresco ed attuale.
VOTO: 7,5
Rosa Chemical con Rose Villain – America
La scelta di Rosa Chemical per la serata delle cover non poteva che essere una delle canzoni più trasgressive della musica italiana, ovvero America di Gianna Nannini.
L’arrangiamento attualizza la canzone ma forse banalizza estremamete la musica, molto più “potente” nella versione originale. Ottima l’intesa con Rose Villain e farà molto discutere il plug anale tirato fuori sul finale di canzone.
VOTO: 6,5
Modà con Le vibrazioni – Vieni da me
Due band che hanno un sound più o meno simile, i Modà e Le vibrazioni, insieme sul palco di Sanremo per cantare un brano storico come Vieni da me.
L’arrangiamento è quello originale e Francesco Sarcina è in grande spolvero. Il supergruppo porta a casa un compito ben confezionato, ma anche facile, e raggiungono senza problemi la sufficienza restando nella loro comfort zone.
VOTO: 6,5
Levante con Renzo Rubino – Vivere
Cantare una canzone di Vasco è un’impresa che in linea di massima non è mai riuscita a nessuno, se non a Mia Martini.
L’interpretazione di Levante, accompagnata al pianoforte da Renzo Rubino, parte un po’ titubante e con un arrangiamento ancora più minimale rispetto a quello di Vasco, però poi cresce e alla fine strappa la sufficienza.
VOTO: 6,5
Anna Oxa con Iljard Shaba – Un’emozione da poco
Con Anna Oxa arriviamo oltre il concetto di cover: nemmeno un duetto, ma “solamente” il violoncellista Iljard Shaba come ospite sul palco. Un’emozione da poco è uno dei cavalli di battaglia della Oxa, oltre che uno dei pezzi storici del Festival di Sanremo.
La prima parte rimane fedele alll’originale, mentre nella seconda ricalca la canzone in gara, con una serie di vocalizzi. Per assurdo meglio la seconda parte della prima. Sempre mezzo voto per l’auto-cover.
VOTO: 5,5
Sethu con Bunker 44 – Charlie fa surf
Sethu sceglie i Bunker 44 per interpretare il primo grande successo dei Baustelle, ovvero Charlie fa surf. Tutti fomentati sul palco, molta voglia di divertirsi, ma di sostanza purtroppo ce n’è poca, con i Bunker 44 che alla fine ne escono meglio dello stesso Sethu, in una versione che demolisce l’originale.
VOTO: 4,5
LDA con Alex Britti – Oggi sono io
Un’altra canzone che ha fatto la storia del Festival di Sanremo: stiamo parlando di Oggi sono io, con cui Alex Britti ha vinto le Nuove Proposte nel 1999.
LDA ha scelto proprio questo brano per la serata delle cover, decidendo di cantarla col suo autore.
Rispetto alla versione originale, prettamente acustica, la chitarra di Britti pennella blues, ma la strofa rappata è forse fuori luogo, interrompendo il pathos del momento e l’emozione del brano.
VOTO: 6
Mara Sattei con Noemi – L’amour Toujours
Un omaggio alla musica dance e al suo più grande esponente, Gigi D’Agostino. Mara Sattei porta sul palco dell’Ariston L’amour toujours, chiamando al suo fianco Noemi.
Due voci molto diverse, ma che riescono ad amalgamarsi per un omaggio credibile, con l’inserimento anche di alcune barre rappate.
VOTO: 6
Paola & Chiara con Merk & Kremont – Medley Paola & Chiara
Anche Paola e Chiara decidono di andare sul sicuro per la loro reunion e di puntare sull’effetto nostalgia, proponendo un medley di loro successi, accompagnate da Merk & Kremont.
Arrivano, nell’ordine, Festival, Viva el amor, Amici come prima in un’inedita versione dance, e il gran finale con Vamos a bailar.
Anche per loro mezzo punto in meno per l’auto-cover.
VOTO: 6,5
Colla zio con Ditonellapiaga – Salirò
Ultimi in gara per questa sera, i Colla zio, che chiamano sul palco Ditonellapiaga, portano un brano presentato al Festival di Sanremo nel 2002 da Daniele Silvestri, ovvero Salirò.
La scelta del brano è perfetta per il loro spirito, la interpretano alla grande con tanto di balletto. E Ditonellapiaga dà al brano quel valore aggiunto. Bravi, la vera sorpresa di stasera.
VOTO: 7,5




































