Il 2022 è stato, fuor di dubbio, il suo anno: l’album Sirio, infatti, è risultato il più venduto in assoluto, con ben 19 settimane consecutive di permanenza al primo posto FIMI. Il giovane rapper Lazza, al secolo Jacopo Lazzarini, classe 1994, si è presentato così sul palcoscenico del 73° Festival di Sanremo (QUI il nostro speciale dedicato alla kermesse) con un bel carico d’aspettative sulle spalle.
E, alla luce dei risultati, si può ben dire che non le abbia tradite: dopo l’intenso duetto di ieri sera con Emma e Laura Marzadori (primo violino della Scala) sulle note de La fine di Nesli, premiato con il terzo posto in classifica, Lazza risulta infatti terzo anche nella chart generale e, con più di sei milioni di streaming totali all’attivo per la sua Cenere (unico brano sanremese nella Top 50 global di Spotify), si prepara ad affrontare la finale stringendo tra le mani la concreta speranza di conquistare un gradino del podio.
Ecco cosa l’artista ha dichiarato quache ora fa in conferenza stampa, che ha condiviso proprio con Emma.
A proposito del feeling che li ha legati, e della possibilità di un featuring futuro, la cantautrice salentina ha rivelato: «Ringrazio Lazza per questa avventura insieme, mi sono sentita a casa ed è stato tutto molto facile in un contesto, come quello di Sanremo, che è sempre di delirio. Però, se non mi batti il feat., io ti querelo!», ironica minaccia alla quale Lazza ha replicato con un netto «Sono una persona di parola».
Quanto alla genesi delle sue canzoni e al processo creativo, «Come nascono le mie canzoni? Non so dirlo, perché non c’è mai un criterio vero e proprio. Se mi viene un’idea, ogni momento è buono. Ci sono volte nelle quali sono in macchina, metto le quattro frecce e mi annoto quel che mi viene in mente. È strano, ma spesso le migliori idee mi vengono o quando sono sotto la doccia, o quando sto per addormentarmi. E infatti ho preso il vizio di non lasciarle andare, perché al mattino sennò non ricordo nulla. Tutte le idee che mi vengono, ho imparato ad annotarle appena mi vengono», ha dichiarato l’artista.
Come vorrebbe uscire da questo Sanremo, cosa vorrebbe che chi non lo conosceva dicesse di lui? «Mi piacerebbe ricevere delle scuse!», ha affermato con una risata. Aggiungendo poi: «Sarei contento di sapere che, una volta uscito di qua, i vari “commentatori del Web” che, quando è uscito il cast di Sanremo, sentivano il mio nome e continuavano a ripetere “Ma chi è?” sapessero chi sono. Mi farebbe tanto piacere».
L’abbraccio con sua madre, seduta in platea, ha molto colpito tanto gli spettatori, quanto gli addetti ai lavori: «Dietro quell’abbraccio c’è sicuramente un amore infinito verso una grande donna, che è mia madre, che è una persona che si è fatta da sola, come suo figlio. Quindi mi sembrava doveroso mostrare rispetto a una persona che si è beccata tante batoste nella vita e che ho fatto disperare per 28 anni. È giusto che ora si pigli anche un po’ di soddisfazione. E poi è troppo bella, quindi mi sembrava il caso di farla vedere! Si dà il caso che non fossi un figlio proprio facile. Diciamo che ero un bambino curioso, e quando mi dicevano di fare una cosa, magari la facevo, ma prima chiedevo sempre perché. Mi doveva stare bene».
Gli piacerebbe rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest, qualora ne avesse la possibilità? «Potrei mai dire di no? Assolutamente sì, sarei tanto contento, e spero che la musica italiana inizi a essere ricnosciuta all’estero col suo marchio di fabbrica, come per le musiche di ogni altra parte del mondo. Per noi italiani, un po’ per la lingua, è sicuramente difficile arrivare fuori. C’è poca gente che riesce ad andare all’estero e fare dei concerti grossi tanto quanto quelli che fa in Italia. E comunque, nella maggior parte dei casi, si adeguano e cantano in un’altra lingua. Sarebbe bello vedere un artista che fa un equivalente, magari, di un Forum di Assago, ma a Parigi o a Barcellona».
La fine è stata la prima scelta per la cover? «La scelta è stata un’idea mia. Da rapper dico che è molto difficile fare una cover, perché devi cantare parole non tue e io già faccio fatica a lavorare con gli autori, però si trova sempre un compromesso giusto. Cantare questo pezzo è stata proprio una mia scelta perché ci sono affezionato. Diciamo che poche cose, oltre la musica, mi emozionano così tanto, e questo è uno di quei pezzi che proprio mi emozionano tanto. Avevo piacere a condividerlo con Emma e con Laura, e credo che abbiamo fatto una bellissima figura».
A proposito dell’importanza del posizionamento in classifica: «Non mi aspettavo, ovviamente, di arrivare così in alto, ma spero di arrivare ancora più in alto. C’è ancora stasera per cercare di levare la sedia a tutti, e faremo il possibile. Sono una persona molto competitiva, e l’avversario più grosso di tutti e nello specchio la mattina».
Quanto a Cenere, l’artista ha dichiarato: «È un brano del cui potenziale io mi sono reso conto tardi, a essere sincero. Ha iniziato ad arrivarmi così forte dopo una quindicina di ascolti, probabilmente. Però, in primis a me non si toglie più dalla testa, e mi rendo conto che ha proprio un che di internazionale, suona proprio poco italiano, come mood. Però è bello che ci sia la penna di un italiano dentro. Anzi, di più di uno: un abbraccio di cuore a Davide Petrella e a Dardust, che ha prodotto questo missile.
In questo pezzo io parlo di una sorta di rinascita in mezzo a una relazione amorosa, però si può rinascere da qualsiasi cosa, fallire e ripartire da qualsiasi cosa. Tutti quelli che hanno vinto hanno fallito almeno una volta, quindi sì, potrebbe essere un messaggio per chi gli va storto qualcosa e s’arrende, a spronarlo a non arrendersi. Sento la responsabilità nei confronti di chi mi segue e sono molto fiero e felice di questo».
Per tutte le date del tour, vi rimandiamo alla pagina dedicata a Lazza su Vivo Concerti.






































