Sanremo 2023, Marco Mengoni: «Questo Festival è una figata!»

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Mancano pochissime ore alla finalissima del 73º Festival di Sanremo. Dopo quattro serate, in cui hanno votato il pubblico, la giuria demoscopica e la sala stampa, a guidare la classifica generale è Marco Mengoni con la sua Due vite, apprezzata fin dai pre-ascolti.

«Sono molto soddisfatto e molto contento. Sono divertito da questo festival, è meraviglioso, Amadeus è un padrone di casa eccezionale, ha fatto una squadra pazzesca. Io mi sto divertendo tantissimo e questa è la miglior vittoria, il regalo più bello in 34 anni di vita» ha esordito il cantante.

Due vite è il primo tassello dell’ultimo capitolo della trilogia MATERIA – iniziato con Materia (Terra), progetto certificato terzo disco di platino, e continuato con Materia (Pelle) – la cui uscita è prevista entro la fine del 2023. «La canzone parla di una relazione. Di una bellissima relazione infinita, che si dà un sacco di schiaffi e di botte perché Che comunque una relazione tra la vita reale E quella che poi viviamo nei sogni dato che la notte è scientificamente provato che si accenda la parte più emotiva di noi ed escono fuori i mostri e le paure più recondite quindi fai un po’ a botte, perché nella vita reale essendo la nostra mente una macchina perfetta, riesce a mettere da parte, per non farci soffrire, quelle paure e quelle lacerazioni. Io nella notte ritrovo tutta quella verità lì, e ultimamente ci sto facendo molto caso» ha spiegato Mengoni.

Per lui si tratta di un ritorno al Festival dopo la vittoria nel 2013 con L’essenziale«Questo festival me lo sto godendo tantissimo. Vorrei mollare ancora di più le le redini. Io purtroppo credo di avere un grandissimo problema, credo che sia uno dei miei più grandi difetti, sono molto emotivo – ha detto commuovendosi -. Sono molto molto felice che il pezzo venga preso in questo modo. È bello, è un po’ vivere in quel sogno, quello delle fate e non quello dei mostri» ha spiegato. «Io mi sento lo stesso di 10 anni fa, con un po’ più di capelli bianchi forse, avendo però messo nel cassetto degli strumenti che posso utilizzare per sentirmi più a mio agio sul palco. Io non volevo fare altro che portare me e i miei concerti sul palco dell’Ariston. Non mi aspettavo tutto questo, bisogna avere coraggio, bisogna osare nella vita e bisogna anche sbagliare. L’avremmo accettata anche se fosse stata una cosa negativa, fortunatamente sta andando molto oltre le aspettative».

Classifiche alla mano, Mengoni è uno di quelli più accreditati alla vittoria finale, ma lui sembra non pensarci: «La vittoria sarebbe molto bella, ma io potrei tornare a casa oggi e sentirmi iperfelice di quello che è stato, a prescindere dal riconoscimento del premio. In questi 10 anni ne sono successe di cose. Non solo nella mia carriera, ma anche nella mia vita in generale. Ho vissuto momenti, come tutti, di alti e bassi e quindi adesso arrivo qui con degli strumenti in più. Sicuramente molto meno capace a tenere questa emotività legata» ha concluso, sempre con un pizzico di emozione nella voce che in un certo senso fa da contraltare alla voce sempre perfetta che sfodera quando sale sul palco.

Dopo 13 anni di carriera, 7 album in studio, 68 dischi di platino, oltre 1.8 miliardi di stream audio/video e 9 tour live, culminati con il successo degli stadi della scorsa estate e del tour nei palazzetti tutto sold out concluso lo scorso autunno, e il nuovo tour negli stadi che lo attende la prossima estate, l’8 luglio Marco Mengoni concluderà i suoi live negli stadi a San Siro, dove lo scorso 19 giugno si era esibito per la prima volta in uno stadio tutto sold out.  Prima del gran finale milanese il tour toccherà gli stadi di Bibione (17 giugno – data zero), Padova (20 giugno), Salerno (24 giugno), Bari (28 giugno), Bologna (1 luglio) e Torino (5 luglio).

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