Sanremo 2023, Rosa Chemical: «Mi sono sentito capito»

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Renata Roattino @jhonninaphoto

Una delle scoperte più interessanti di questo 73° Festival di Sanremo è sicuramente Rosa Chemical che con la sua Made in Italy, oltre a scatenare grandi polemiche, ha già conquistato il pubblico sanremese: «Non me lo aspettavo assolutamente – ha spiegato l’autore in conferenza stampa -. È andato tutto oltre le aspettative. È un festival che si è dimostrato aperto, di larghe vedute, libero soprattutto pronto ad un messaggio forte come quello di un nuovo tipo di amore, di sesso e di italianità».

Un’esperienza da incorniciare per il cantautore, che racconta questo della sua avventura: «Dopo la prima esibizione ho tirato un pianto fortissimo perché era un po’ che non mi succedeva di lasciarmi andare così tanto. di parlare col cuore. Sono stati anni difficili col covid, specialmente per me che vivo l’arte in una maniera molto compulsiva. Dopo due anni di fermo, in la vita è stata limitata a quattro mura, poter mandare un messaggio così forte e ricevere così tanta approvazione stato è stato unico». 

La canzone portata al Festival è in un certo senso dedicata a tutti quelli che si sentono diversi e giudicati: «Mi è capitato, mi è capitato che il giudizio delle persone fosse cattivo. Sono fortunato perché in famiglia sono cresciuto con le spalle larghe, mai tenendo in considerazione l’odio. Consiglio a tutti i ragazzi e a tutte le persone di non considerarsi mai sbagliati, alla fine la diversità penso che sia da coltivare. E io preferisco chiamarla unicità» ha spiegato. 

Nella serata delle cover, Rosa Chemical si è esibito in America di Gianna Nannini insieme a Rose Villain, e nel corso della sua performance ha tirato fuori un plug anale: «La canzone è un inno alla libertà, Un inno alla solitudine senza sentirsi soli. E un inno all’autoerotismo femminile – ha spiegato – Un pezzo del ‘79 scritto da una regina, che ha supportato attivamente l’esibizione e che ieri dopo l’esibizione ci ha detto anche che ha goduto. Il plug l’ho portato perché come abbiamo rappresentato con la canzone un gesto così bello, mi sembrava giusto anche mostrarlo con un oggetto del genere». 

Inaspettata, per l’artista, anche la risposta del pubblico: «Io penso che è stato un festival che si è dimostrato aperto, che aveva tanta voglia di libertà io penso che le mie parole alla fine fossero semplici, chiare. Io pensavo che in realtà fossero molto più difficili da percepire e da comunicare, pensavo fosse più difficile far arrivare un messaggio così, mi sono reso conto che in realtà che tutti hanno voglia di libertà, di sentirsi dire “sii te stesso”, tanti hanno apprezzato questo e per questo penso che il messaggio sia arrivato un po’ a tutti».

Manuel – vero nome di Rosa Chemical – ha anche colto l’occasione per raccontarsi: «Mi sono reso conto di avere qualcosa in particolare all’asilo, perché mi ricordo che nel momento in cui i bambini dovevano andare a dormire io nella brandina non riusciva a stare e scappavo via. Ero un bambino abbastanza vivace. Alle elementari dove passavo la maggior parte del tempo a disegnare, alle medie pure, alle superiori pure, tanto che sul banco di scuola io proprio non riuscivo a stare e ho deciso di lasciare le superiori in terza per dedicarmi completamente all’arte. Sarebbe ipocrita dire che non la consiglio come scelta è vero che i giovani devono studiare, perché studiando uno si crea delle possibilità, però penso anche che non tutti abbiano lo stesso futuro e debbano fare la stessa cosa. Io non me la sentivo di studiare in quel modo lì, ho mollato la scuola e mi sono chiuso in casa a studiare quello che mi piaceva. A me piaceva disegnare, mi è sempre piaciuta la grafica, mi è sempre piaciuto il tatuaggio, perciò io ho mollato tutto per dedicarmi per dedicarmi all’arte, in tutte le sue forme.  Dopo ho fatto il tatuatore 2 anni a Torino, ho imparato una professione che però non sentivo mia. Dopo due anni sono andato a Londra a cercare ispirazione, con quei pochi soldi che avevo da parte e appena arrivato ho speso praticamente tutti i soldi che avevo per comprarmi il mio primo il mio primo set per registrare musica. Vivevo in un appartamento con 30 persone dentro in una casa condivisa, e lì ho iniziato il mio approccio alla musica vero e proprio in maniera del tutto creativo. Ho scelto la musica come mezzo di espressione, ho pubblicato il mio primo EP e da lì ho visto che le cose andavano bene. È iniziato tutto lì e siamo arrivati fino a qua». 

Parlando della sua famiglia: «I miei genitori non erano contenti, però io penso che la vita è mia, è stata una mia scelta, mi sono preso le mie responsabilità e alla fine me ne sono andato da solo. Era un passo importante da fare per me, non mi sono sentito di dover rendere conto a nessuno, con tutto il bene che voglio la mia famiglia».

In risposta a chi ha sottolineato che il linguaggio utilizzato non è lo stesso del passato, Rosa ha risposto: «Il palco di Sanremo non ti consente di utilizzare un linguaggio così forte, ma penso che sia giusto. In ognicaso, èun percorso che è iniziato tempo fa anche con Non è normale e già il percorso era indirizzato verso questa direzione. Tanti fan, specialmente del primo periodo, mi hanno detto “Eh ma Rosa, ma Rosa di una volta…” Ragazzi siamo esseri umani, e come tali ci evolviamo, cresciamo, io comunque il primo pezzo di questa saga l’ho scritto a vent’anni e adesso ne ho 25, se fossi rimasto lo stesso probabilmente non sarei qui e probabilmente non sarei un artista» ha chiarito.

Ha scherzato anche sulle polemiche che la sua partecipazione hanno scatenato: «Sono sicuro che questa canzone la staranno ballando anche l’onorevole Morgante e i suoi figli perché alla fine è un pezzo ballerino e tutta questa rivolta gender fluid io non l’ho vista – ha scherzato –. In ogni caso, spero che si sia ricreduta su di me perché c’era tanto amore nelle mie parole quindi non mi sento di aver fatto nulla di male. La cosa che mi porto a casa più importante è sicuramente è che mi sono sentito compreso, mi sono sentito capito». 

Parlando dei risultati: «Onestamente, non sono al festival di sanremo per la classifica. Io sono qua per mandare un messaggio, mi sarei accontentato dell’ultimo posto, anche perché qua l’ultimo è il nuovo primo, basti vedere Tananai l’anno scorso o Vasco Rossi – ha detto -. Auguro che questa canzone lasci il segno nelle persone, mi auguro che il messaggio che volevo mandare arrivi e che la gente ne faccia buon uso» ha concluso.  

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