Una relazione passeggera
di Emmanuel Mouret
con Sandrine Kiberlain, Vincent Macaigne, Georgia Scalliet, Maxence Tual, Pierre Giraud
Il sesso non si vede mai (è più eccitante e si va per sottrazione). Neanche le rispettive famiglie dei due amanti si vedono mai. La relazione passeggera tra l’affascinante Kiberlain e il goffo Macaigne parte all’insegna della nitidezza: si sono sfiorati a una festa, lui ha telefonato, lei al primo appuntamento dice che vuole fare l’amore con lui, lui trova che tutto corra troppo, e tiene famiglia, ma gira con due preservativi in tasca per precauzione. La signora è libera, ha avuto amori e storie complicate, non ne vuole avere più, vuole divertirsi, anche lui, in realtà non pensa ad altro, ma fa fatica a dirselo. Il patto è: nessuno dei due farà sul serio e romperà le scatole all’altro con l’amore, la passione, la gelosia eccetera e tutto fila, a un ritmo tra il cronometro di laboratorio (il titolo originale suona “Cronaca di una relazione passeggera”) e un’opera mozartiana: il regista si muove come un antropologo divertito dai suoi oggetti di studio, la macchina da presa guizza, i due parlano e si frequentano con un brio invidiabile per una relazione clandestina (clandestina per lui, lei sta al gioco) e noi ci divertiamo a osservare le mille varianti di comportamento che poi sono sempre quelle che fanno andare avanti il mondo. Il cinema di Rohmer? Quello di Allen? Ma anche i fumetti della Bretécher e i frammenti di un discorso amoroso di Barthes, perché no. E tutto fila liscio? Non sia mai. Quando due giocano a non amarsi e sperimentano anche liaison diverse, l’amore è in agguato…
Qui il trailer di Una relazione passeggera





































