Non così vicino
di Marc Forster
con Tom Hanks, Mariana Treviño, Rachel Keller, Manuel Garcia-Rulfo, Cameron Britton
Tom Hanks è il signor Otto, abita in un villaggio di villette, un tempo sobborgo felice, oggi minacciato dai piani degli speculatori. È vedovo, sui sessanta, neo pensionato, ossessionato dall’ordine, arrabbiato con tutti quelli che non rispettano le regole, seccato con tutti quelli che non usano auto Ford e in perenne colloquio con la moglie morta, il cui ricordo lo invade con continui flashback del loro amore: vorrebbe raggiungerla, ma ahimé non sa suicidarsi anche se ci prova in vari modi dall’inizio del film. Un giorno arriva una signora messicana incinta e molto espansiva, con marito confuso e figli simpatici e appare un gatto randagio: attraverso una serie di incidenti agrodolci il monolito di dolore e solitudine del signor Otto inizia a scalfirsi. Forse la storia l’avete già letta nel romanzo di Fredrick Backman L’uomo che metteva in ordine il mondo, e forse l’avete già vista in un film svedese di Hannes Holm, Mr. Owe, che è proprio il modello su cui è costruito il remake di Forster (nel film svedese il nodo esistenzial- industriale era la chiusura della casa automobilistica Saab). Il film di Forster apre acido come certi film dove Walter Matthau esibiva le sue doti di bisbetico ma poi si allinea sull’immagine di Hanks, che è più nevrotica e riesce a camminare tra sarcastico alto e dolciastro prevedibile. Marc Foster è un regista eclettico: ha diretto il dolore del secondino di Monster’s Ball, la vita del creatore di Peter Pan Neverland, lo 007 di Quantum of Solace e il Brad Pitt tra gli zombie di World War Z.





































