Ron, al via “Sono un figlio live tour”: l’intervista

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Tra meno di due settimane partirà Sono un figlio live tour, il nuovo giro di concerti di Ron che celebrerà i 50 anni di carriera del cantautore e allo stesso tempo darà al pubblico l’occasione di ascoltare il nuovo album Sono un figlio, composto da brani che lo rappresentano pienamente in questo periodo della sua vita, con suoni ed arrangiamenti essenziali per mettere in luce i testi.

Abbiamo raggiunto Ron telefonicamente per farci raccontare cosa dovrà aspettarsi chi assisterà ad una delle date del tour, oltre ad alcune domande sull’ultimo album di inediti.
Eccovi la nostra intervista.

Siamo alle porte del tuo nuovo tour. Com’è tornare a fare musica dal vivo e farlo con un disco nuovo?

È sempre bello, perchè poi alla fine non vedi l’ora di cantare le nuove canzoni in faccia alla gente. Qualcosa magari si può sentire in radio o in tv, ma non è la stessa cosa. Non vedo l’ora che la gente possa ascoltare i brani nuovi e farli propri.
Sono stato quasi l’unico ad essersi svegliato durante la pandemia dicendo “vabbè, facciamo un album”, e da lì sono uscite fuori queste 13 canzoni. Ormai sono in pochi quelli che si mettono ancora a fare dischi, però io sono contento di averlo fatto. Sarà una cosa un po’ antica, ma che rimane, non scivolerà giù per il lavandino.

Questo album, Sono un figlio, sembra quasi diviso in due parti, con una prima più legata ad uno stile cantautorale classico che ti ha sempre contraddistinto, e una seconda con un sound e uno sguardo più contemporaneo, come ad esempio la collaborazione con Leo Gassman in Questo vento. È una scelta voluta?

Non ho mai fatto caso a questa cosa, perchè non avevo intenzione di fare un disco diviso in prima e seconda parte. Ho scelto le canzoni e la loro sequenza a seconda dell’andamento del brano: se ce n’è uno molto lento magari dopo ne ho messo uno con un beat un po’ più veloce.
Sono sempre stato uno che guarda da tutte le parti: a me interessa tutta la musica. Quando mi metto ad ascoltare qualcosa su Spotify mi perdo e ci sto delle ore, quindi è chiaro che poi mi faccio prendere anche da cose che in quel momento sono lontane da e me dal mio stile, ma allo stesso tempo sono anche perfette per me. È una cosa che faccio spesso.

E cosa ti capita di ascoltare?

Mi lascio ascoltare. Nel senso che mi tuffo nelle cose che non conosco, anche di artisti che non avevo mai sentito prima, e inizio a farli girare. È una cosa molto importante per me. Chiaro che magari non vado ad ascoltare il jazz, ma non perchè non mi piaccia, semplicemente perchè non ho intenzione di fare musica jazz.
Per esempio anche il brano di Finneas O’Connell, Break my heart again, che è diventato Quel fuoco, è arrivato alle mie orecchie totalmente per caso, non sapevo neanche chi fosse. Lì per lì ho giudicato la canzone, poi solo dopo ho scoperto che era il fratello e produttore di Billie Eilish. Tra l’altro ha ascoltato la mia versione del brano e gli è piaciuta molto, quindi sono ancora più contento.

Dal vivo sicuramente ascolteremo le canzoni di Sono un figlio, poi cos’altro dobbiamo aspettarci? Qualche brano dal precedente album dedicato a Lucio Dalla? Qualche chicca nascosta, oltre agli immancabili grandi classici?

Ovviamente voglio ricordare Lucio e lo farò suonando tre brani in un medley. Generalmente non mi piace fare medley di canzoni, è una cosa che odio, ma che sono stato costretto a fare, altrimenti il concerto rischia di diventare interminabile. Ho un sacco di canzoni da suonare per cercare di accontentare tutti, anche se già so che ovviamente sarà impossibile.
Certo, le canzoni più famose, quelle che sono arrivate di più alla gente, ci saranno tutte, però ci sono anche altri brani che ho voluto mettere per farli ascoltare. Ad esempio ho preso qualcosa da Way Out, album che ho pubblicato nel 2013 in cui sono andato a prendere cantautori inglesi e americani e li ho adattati in italiano. E da lì canterò Palla di cannone, cover di Cannonball di Damien Rice. Poi ci sono anche altre cose mie che non faccio da tempo, come Al centro della musica, che era rimasta fuori dalla scaletta da un po’.
Mi sembra giusto fare anche brani meno conosciuti: sono arrivato a 50 anni di carriera, e in questi 50 anni ci sono state tante canzoni importanti, anche se magari non sono quelle che hanno toccato la punta di diamante, diventando le più famose.
E in aggiunta a tutto questo ci sono anche le nuove canzoni. Quindi, siccome non riesco a fare quattro ore di concerto come Bruce Springsteen, devo per forza di cose fare delle scelte.

È la croce e delizia di avere alle spalle 50 anni di carriera: decine di canzoni tra cui scegliere, ma comunque la certezza che ancora dopo mezzo secolo “hai davanti una canzone nuova e una città per cantare”.

Se fosse per me, mi alzerei felice ogni mattina sapendo di dover suonare tutti i giorni. Ad oggi ancora non vedo una cosa più appetibile di questa: andare in giro a cantare è una cosa che mi mette una tale serenità. Sarà perchè lo faccio dall’età di 11 anni, coi primi concorsi, con la prima band che si chiamava Amleto e i suoi problemi, e poi nei locali a fare tutta la gavetta.
Perchè secondo te sono andato a prendere un brano come The road per farne Una città per cantare? Perchè era dentro l’album Running on Empty di Jackson Browne, un disco registrato dal vivo, piuttosto che sul tour bus o in una camera d’albergo. C’erano tutti questi mondi racchiusi insieme intorno a un viaggio infinito, e io mi sono visto lì.

Le prime date del Sono un figlio live tour

8 marzo – Senigallia, Teatro La fenice
9 marzo – Bologna, Teatro delle celebrazioni
12 marzo – Montebelluna (TV), Palamazzalovo
18 marzo – Prato, Teatro Politeama
24 marzo – Mestre (VE), Teatro Corso
30 marzo – Roma, Auditorium Conciliazione
1 aprile – Lecce, Teatro Apollo
2 aprile – Taranto, Teatro Fusco
3 aprile – Pescara, Teatro Massimo
14 aprile – Brescia, Gran Teatro Morato
6 maggio – Monopoli (BA), Teatro Radar

I biglietti sono disponibili sui principali circuiti di prevendita al seguente link: https://sonounfiglio.lnk.to/tour.
Il calendario è in continuo aggiornamento e tutte le informazioni sono disponibili su www.tridentmusic.it

Il nuovo singolo

In questi giorni è in radio il nuovo singolo Diventerò me stesso, scritto da Ron insieme a Maurizio Fabrizio, su testo di Guido Morra. Forse la canzone più autobiografica del nuovo disco, nella quale l’artista si identifica molto.
Racconta la storia di un uomo solo che cammina per le strade, senza sentire la mancanza di nessuno né di nulla, e si sente felice.

Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".

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