Laura Pausini, 3 concerti in 24 ore. E un inedito, «La vita davanti a sé»

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Laura Pausini
@Prandoni

Quando, alle 23 in punto, sale sul palco del Teatro Carcano di Milano, Laura Pausini sprizza tanta di quell’energia che sembra un pupazzo caricato a molle. Già sulle note del brano iniziale, Benvenuto, il pubblico accorso da tutta Italia (alcuni anche da paesi lontani come il Brasile) le scarica addosso tutto l’amore che ha accumulato in cinque anni di lontananza dai palcoscenici. Ed è subito chiaro a tutti che Laura ne aveva bisogno, che voleva guardare negli occhi chi la ama da 30 anni. 

Per festeggiare i 30 anni di carriera ha scelto un giorno per lei altamente simbolico: il 27 febbraio 1993 vinceva il Festival di Sanremo con La solitudine. Aveva 18 anni, ora ne ha 48. In tutto questo tempo ha raccolto premi e successi ovunque, è una delle italiane più famose e ammirate nel mondo. Ovviamente è cresciuta anche come donna, però l’entusiasmo resta quello di allora.
Anche per questo concerto dà tutta se stessa. E quando canta emoziona davvero. Riguardo la voce, alla fine c’è un ringraziamento particolare per il babbo, e lo fa con grande ironia: «Quella sera tu e mamma avete dato veramente il meglio».

Voleva ripresentarsi in versione live in un modo originale, e lo ha fatto: tre concerti concentrati in 24 ore in tre città diverse. È partita a mezzanotte (orario italiano, le 18 a New York) dall’Apollo Theater. Ovviamente la prima canzone è stata La solitudine, suo primo successo. Anche perché l’idea era proporre i brani della prima decade a New York, quelli della seconda al The Music Station di Madrid (dove è salita sul palco alle ore 15) e infine i brani dell’ultima decade a Milano.

Laura Pausini
@Prandoni

Ha spiegato: «Volevo festeggiare in un modo nuovo, cercando di raggiungere io le persone che di solito raggiungono me. Ho verificato tante possibilità di città nel mondo ma ci tenevo a festeggiare in 24 ore e quando ho capito che sarei riuscita a concretizzarlo partendo da New York, poi andando a Madrid e atterrando a Milano, ho capito che tutto aveva un senso. Ho iniziato in Italia cantando in italiano (Milano) poi ho cantato in spagnolo grazie alla Spagna (Madrid) e infine l’America che mi permette grazie a New York di cantare nelle 5 lingue che ho imparato grazie ai miei viaggi e al mio lavoro, a New York da sempre trovo un pubblico multietnico che mi permette idealmente di salutare tutti gli Stati americani del nord e del sud».

Spostandosi a bordo di un Boeing 787-9 Dreamliner messo a disposizione da Neos, è riuscita a rispettare la tabella di marcia studiata a tavolino. Poi, una volta sul palco, come dicevamo, ha tirato fuori l’anima, divertendosi e facendo divertire. Laura è anche una che ha sempre voglia di parlare, raccontarsi («Sono logorroica, lo sapete»), e usa un linguaggio molto diretto, un po’ border line direbbe qualcuno: «Cosa dovevo fare, restare a casa a grattarmela?».

A mezzanotte in punto finisce la “celebrazione”, ma è evidente che non ha nessuna voglia di tornare a casa. Infatti dopo un paio di minuti ricompare per regalare una “chicca” ai fan, un brano inedito intitolato molto significativamente Un buon inizio (lo ha scritto assieme a Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari). Infatti dice che #Laura30 è solo il primo appuntamento del 2023: dopo il già annunciato Anteprima World Tour in Piazza San Marco a Venezia e Plaza De España a Siviglia, ha in serbo tante sorprese per i suoi fan.

Poi resta sul palco da sola e propone a cappella tutti i suoi primi successi, ima pratica una sintesi del concerto proposto poche ore prima a New York. 

Poteva mancare la versione integrale de La solitudine? E, per chiudere in bellezza, canta accompagnata dal pianista e i due coristi, Io sì/Seen, brano incluso nella colonna sonora del film La vita davanti a sé con Sophia Loren, che ha vinto un Golden Globe ed è stata la prima canzone in italiano ad avere una nomination agli Oscar. Per l’occasione, lo ha proposto in cinque lingue: italiano, inglese, spagnolo, portoghese e francese.

Fosse dipeso da lei, non sarebbe più scesa dal palco. Ma dopo quasi un’ora e mezza lo fa, non prima però di aver raccontato che quello che indossava è un completo Emporio Armani, realizzato appositamente per l’occasione: comprende la giacca iconica, che riproduce il modello che indossò per il suo debutto a Sanremo ’93, con inserto di logo ricamato che caratterizza la versione 2023 per il suo trentennale. Il logo lo ha realizzato l’architetto Fabio Novembre e racchiude una L, una P, un profilo di donna (ovviamente il suo) e una clessidra che rappresenta lo scorrere del tempo. «Io tendo a vivere nel presente, però sbirciando il futuro e senza dimenticare i molti insegnamenti che derivano dalle esperienze passate».

Laura Pausini
@Prandoni

SCALETTA DI NEW YORK
La solitudine
Non c’è
Strani amori
Gente
Incancellabile
Le cose che vivi
Un’emergenza d’amore
In assenza di te
Tra te e il mare

SCALETTA DI MADRID
Volveré junto a ti
Surrender
Viveme
Como si no nos húbieramos amado
Yo canto
En cambio no
Primavera anticipada
Con la música en la radio

SCALETTA DI MILANO
Benvenuto
Non ho mai smesso
Limpido
Lato destro del cuore
Simili
Non è detto
Frasi a metà
Scatola
La vita davanti a sé (inedito)
Medley a cappella
La solitudine
Io sì (Seen)

Laura Pausini
@Prandoni
Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino) e "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi", "Massimo Riva vive!", scritto con Claudia Riva, "70 volte Vasco", scritto con Marco Pagliettini, e "Lucio Dalla. Immagini e racconti di una vita profonda come il mare".

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