Produttori seriali di hit made in Italy , ormai sono da tempo conosciuti in tutto il mondo. I MEDUZA il trio di producer italiani composto da Mattia Vitale, Simone Giani e Luca De Gregorio hanno scalato le classifiche globali conoltre 15 miliardi di stream totali, conquistando con introducing MEDUZA (il loro primo e ad ora unico disco) la classifica dei 20 album più streammati del 2021. Risultati eccezionali soprattutto nell’ambito della musica elettronica italiana , che li ha portati ad essere ospiti della prestigiosa Università di Harvard per raccontare agli studenti dell’Electronic Music Collective il loro percorso artistico e il loro enorme successo.
Durante l’incontro tenutosi oggi con la stampa, il trio ha raccontato del loro percorso ma soprattutto alcune novità importanti, in primis della loro prima italiana al Fabrique di Milano, il prossimo 7 ottobre, in cui porteranno in scena il loro nuovo speciale live show suonato completamente dal vivo. Un’evoluzione dello spettacolo portato nel 2022 tra Stati Uniti e Sud America, ancora più d’impatto e suggestiva: un vero e proprio viaggio visual che racconta una storia, tra tastiere e drum machine.
“Questo è il primo anno e mezzo di tour e fare un sold out in un locale di Milano per la dance è un gran risultato e saremo tutti e tre sul palco al Fabrique il prossimo ottobre. Siamo emozionati perchè è importante. Siamo di Milano e fare qualcosa di importante qui è un traguardo grosso.” – racconta Mattia.
Ma le novità non sono finite qui perchèlanciano quest’anno anche la label AETERNA Records con sede nel milanese, firmando così le loro tracce più club e dando spazio anche ad artisti emergenti. La prima release, venerdì 10 marzo, è la loro edit di “Everything You Have Done” di GENESI.
“Da qui in avanti ci saranno tante cose. A noi piace più stare dalla parte creativa e poter supportare Mattia live in qualcosa di più grande è una grande opportunità. Ci siamo ritrovati ad avere in mano molta musica, anche sperimentale e creativa e così abbiamo deciso di aprire la nostra label per avere un nostro contenitore affinchè arrivi al pubblico che servirà a dare a spazio ai giovani dell’ambiente. la prima release sarà quella di un ragazzo talentoso che avrà l’opportunità di arrivare al grande pubblico.”
“Continueremo comunque con in dj set in giro per il mondo, comprese le residency ad Ibiza e Las Vegas.” precisa Mattia “Andranno avanti parallelamente entrambi i progetti. GENESI è il nostro primo artista, sarà supportato da tanti altri artisti. Iniziamo con questo Ep a maggio- giugno che sarà seguito da una brano “estivo”, la cosiddetta hit, se sarà tale” – sorridono.
“A Las Vegas noi saremo lì una volta al mese e non sempre nello stesso locale, facendo un tour itinerante per poi tornare qui per la stagione invernale. Per noi questo è solo l’inizio, il nostro progetto nasce nel 2018 e subito dopo i Grammy 2020 il mondo si è chiuso. Stiamo iniziando ora ad entrare in vari circuiti e il nostro obiettivo è fare show solo nostri come headline ma abbiamo appena inziato e abbiamo ancora tanta musica da fare. Ci sarà una marea di cose da fare, per noi questo non è un lavoro ma il nostro sogno.”- racconta Mattia. “ Per noi da italiani è un orgoglio fare qualcosa qui, così come lo è stato andare a Sanremo. Avere il supporto del nostro Paese è fondamentale.”
Simone racconta “Quando siamo in America sempre sempre di essere in un sogno, quando suoni in Italia realizzi che è tutto vero. Abbiamo fatto la classica gavetta mettendo i dischi nel localizzo di Milano, quindi per noi è importante mettere la “bandierina” qui nel nostro Paese”- “Creare una label oggi riesce a mettere gli artisti che ne fanno parte sotto dei riflettori e davanti una platea molto più grande. Vogliamo cercare di creare una corrente che rispecchi i nostri gusti.”
Per il trio milanesese l’indipendenza creativa è tutto:
“Quando vuoi evolvere un certo tipo di suono, le cose le devi fare tu. Dopo aver fatto gavetta, per sviluppare il tuo live devi avere tu il controllo della tua musica.”– precisa Mattia. “Le idee vengono sempre poi private nei live. Quando lavoriamo ad una traccia club siamo più liberi di sperimentare. Abbiamo cercato la via di mezzo per fondere più mondi. Nel mondo radiofonico ci sono più paletti. Nel club sei più liberi di sperimentare e se esce qualcosa di interessante lo sviluppiamo in studio. La reazione del pubblico è fondamentale, il momento. Siamo attenti soprattutto a questo.”
“Il nostro obiettivo comune è quello di stupire”– fa eco Simone. “Noi cerchiamo delle idee, qualcosa che ultimamente manca. Ormai tutti sanno fare ma poi l’idea dov’è?”
La situazione musicale attuale non è sempre esaltante, perchè spesso ci si ritrova una sorta di omologazione stilistica che non porta nè idee, nè nuovi scenari futuri:
“Fa un po’ strano vedere che l’elettronica era qualcosa di pop. Oggi potrebbe mancare un filo conduttore, è cambiato tutto e ogni Paese ha le sue sfumature. All’estero forse il pubblico è più curioso e propenso di ascoltare cose nuove, ma credo sia un fase. Oggi i pezzi durano due settimane o un mese perchè sanno di trito e ritrito. Ma è una fase.”– racconta Luca.
“Una volta mancava la parte tecnica, oggi invece il fattore umano”– racconta Simone. “Ad Harvard anche abbiamo portato la nostra idea ed esperienza umana. Ovviamente le catene ci sono, ma quando arriva l’artigiano poi le gradi catene comprano dall’artigiano”-
Sulle collaborazioni in Italia, hanno già una bella esperienza con Blanco e Mahmood:
“In Italia abbiamo già collaborato fra Blanco e Mahmood remigando la loro Brividi e secondo noi avevano qualcosa in più. Sta venendo fuori una generazione nuova molto interessante anche grazie a Sanremo, X Factor e gli streaming, che fanno vedere davvero cosa piace alla gente. Adesso il mondo è più libero, prima comandavano soltanto le radio.”- racconta Mattia.
E su una collaborazione con Ed Sheeran? “Lo abbiamo conosciuto grazie al remix e poi lo abbiamo incontrato qui a Milano. Un ragazzo umilissimo. Ci stiamo sentendo per trovare l’idea giusta.”
Prendendo spunto dalla notizia della chiusura del giornale indipendente russo Novaya, i tre producer hanno molto chiaro cosa la musica debba essere:
“La musica è libertà di parola e tutti dovremmo avere accesso all’arte. Noi conosciamo molti artisti Ucraini che portano nelle loro serate le loro idee per far capire anche all’esterna cosa stanno vivendo. La musica deve essere uno strumento per raccontare dei messaggi, belli o brutti che siano. Questa è la bellezza di chi crea musica.
A questo link il form per iscriversi e avere accesso ai biglietti in pre-sale di “Odizzea” live al Fabrique di Milano il 7 ottobre 2023.





































