I film in programma sono in lingua originale con sottotitoli italiani
“Domani ci vediamo domani tutti nella Monument Valley. Si gira un western!”. Con questo telegramma il regista John Ford convocava sul set i suoi attori preferiti, John Wayne, Henry Fonda, Victor McLagen, Ward Bond, John Carradine, Thomas Mitchell e altri. “Gli Indiani mi sono molto cari…C’è del vero nell’accusa che l’Indiano non è stato ritratto con giustizia nel western, ma l’accusa è stata falsamente generalizzata. L’Indiano non amava l’uomo bianco, e non era per niente diplomatico. Eravamo nemici e ci combattevamo. La lotta contro l’Indiano fu un fatto fondamentale nella storia del Far West” così affermava il regista (John Ford di Franco Ferrini L’Unità Il Castoro), autore inimitabili di film incentrati su grandi scene di massa e su di un accurato ritratto psicologico dei suoi personaggi. Del ’39 è una delle sue pellicole più celebri, Ombre rosse (il 9 ore 17.30 e il 24 marzo ore 17.30), protagoniste alcune persone appartenenti a vari ceti sociali che viaggiano a bordo di una diligenza diretta in un territorio controllato dagli Apache. Dello stesso anno è La più grande avventura, (7 ore 15.30 e 31 marzo ore 17.30) tratto dall’omonimo romanzo di Walters D. Edmonds, ambientato a ridosso della Guerra d’Indipendenza, storia di un colono e sua moglie che si trasferiscono nella valle dei Mohawk e che poi devono combattere per la sopravvivenza. Nel ’40 Ford affronta con un certo coraggio di trasportare sullo schermo il grande romanzo Furore di John Steinbeck (7 ore 17.30 e 29 marzo ore 17.30), con Henry Fonda nel ruolo dell’ergastolano Tom Joad, ritornato dopo aver scontato la pena, dalla sua famiglia e poi costretto a intraprendere un lungo viaggio verso la California. Nel ’46 il regista, dopo aver indossato la divisa di ufficiale dell’esercito e aver diretto diversi documentari di guerra rischiando anche la vita, firma nel 1946 Sfida infernale dal romanzo di Stuart N. Lake (il 22 ore 17.45 e il 28 marzo ore 15.30), ancora con Henry Fonda nei panni del pistolero Wyatt Earp che accetta l’incarico di sceriffo nella cittadina di Tombstone, dopo che suo fratello è stato ucciso. L’anno successivo tocca a La croce di fuoco (il 9 ore 15.30 e il 28 marzo ore 17.30) tratto dal romanzo di Graham Greene, protagonista un prete missionario (sempre Henry Fonda) in un paese dell’America Latina dove la professione della religione è proibita. Nel ’48 esce sugli schermi americani Il massacro di Fort Apache (l’8 ore 17.30 e il 30 marzo ore 15.30). Al centro della storia un generale, ora retrocesso a comandante di Fort Apache, che cerca una rivalsa personale facendo scatenare così un violento scontro con gli indiani locali. Il film, rilettura del massacro di Little Big Horn in cui perse la vita il generale Custer, è il primo capitolo della trilogia dedicata alla cavalleria statunitense. Nel ’50 è la volta di Rio Grande dal racconto Mission With No Record di James Warner Bellah (l’8 ore 15.30 e il 29 marzo ore 18. 45) con John Wayne nei panni di un colonnello che dopo anni incontra il figlio e la moglie, abbandonati durante la guerra civile. Famosissimo è anche Sentieri selvaggi realizzato nel 1956 (il 17 ore 17.45 e il 31 marzo ore 17.45), sempre con John Wayne nel ruolo di un veterano della guerra di secessione determinato a ritrovare sua nipote, rapita dagli indiani che hanno massacrato la sua famiglia. Del ’62 è L’uomo che uccise Liberty Valance (il 15 ore 17.30 e il 30 marzo ore 17.45), protagonista il senatore Ramson Stoddard (James Stewart) che torna a Shinbone per i funerali di un uomo caduto in rovina (John Wayne), che in realtà era colui che eliminò il bandito Liberty Valance (Lee Marvin). Il ciclo propone infine La conquista del West del 1962 (il 16 marzo ore 17.30), film a episodi nel quale le vicende di una famiglia fanno da sfondo all’epica storia del West.








































Indiscutibile il valore John Ford come regista. Posso tranquillamente affermare che la triade della mia giovanile conoscenza sul Far-West risponde ai nomi di: Emilio Salgàri, Tex Willer e, appunto, John Ford.
VittS