Diario di spezie
di Massimo Donati
con Lorenzo Richelmy, Fabrizio Rongione, Eric Godon, Galatéa Bellugi, Fabrizio Ferracane
Il film è biforcuto: c’è la storia dello stimatissimo restauratore di fiamminghi Ferracane che gira l’Europa tra boschi e castelli e “affitta” ad alto prezzo lo chef stellato Richelmy, in apparenza per farsi imbandire una cena come un’opera d’arte (però frequenta ben strane persone), e c’è la storia del poliziotto disperato Rongione sulle tracce del capo imprendibile di un’organizzazione di pedofili assassini che gli ha rapito la figlia. Chi ha letto il romanzo omonimo che Donati (ora anche regista) ha ricavato dalla sceneggiatura con cui ha vinto il premio Solinas Giallonero nel 2006, sa già che le due storie si intrecceranno, lo chef perplesso scoprirà di saper fare cose molto cattive e l’ultima parola spetta al diario di spezie, il libretto su cui scrive con cura maniacale di tutte le spezie che scopre e usa. Non abbiamo letto il romanzo, ma le due storie, nel film, all’inizio incuriosiscono, anche per la miscela di lingue, poi, strada facendo, mischiano spezie in quantità che forse non funzionano nello stesso piatto. Dipende dai gusti.






































