30 marzo 2013-30 marzo 2023: dal Campidoglio ad Ardea, passando per Pagani, dal 24 marzo al primo aprile la Fondazione che porta il suo nome celebra in grande stile il decennale della scomparsa di Franco Califano.
Tante le iniziative in calendario promosse dalla Onlus che, nella sala della Protomoteca del Comune della Capitale questa sera, venerdì 24, alle 20.30, presenta non “Esclude il ritorno”, concerto in memoria del maestro (organizzato e prodotto dalla Fondazione Califano in collaborazione con Officine della Musica), diretto da Alberto Laurenti accompagnato dai suoi musicisti e Nadia Natali, voce femminile dell’evento capitolino e non solo.
Ospiti della serata saranno: Maurizio Mattioli, attore; Antonello Mazzeo, presidente della Fondazione; Marco Conidi, cantautore; il giornalista Franco Melli. Tra i presenti, l’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda del Comune di Roma Alessandro Onorato, Fabrizio Santori, segretario d’Aula Assemblea Capitolina, Serena Visintin (ANCI – IFEL).
Gli eventi a Pagani e Ardea
Martedì 28 marzo la commemorazione dell’artista romano si sposta a Pagani (di Califano città d’infanzia), dove l’Amministrazione comunale sceglie di ricordarlo apponendo una targa in via Risorgimento 3, a tutt’oggi residenza della famiglia.
La musica continua ad Ardea sabato 1° aprile, alle 16.30 presso la Sala Consiliare, con il concerto organizzato dalla Fondazione Califano e diretto da Alberto Laurenti. I pezzi più belli del repertorio musicale del maestro, intonati da Laurenti e Nadia Natali, accompagneranno il pubblico nel ricordo di un uomo, ma ancora di più di un grande artista. Tra gli ospiti, Maurizio Mattioli, Cinzia Baccini e Robertino Errichetti in arte Teo.
L’omaggio al cantautore scomparso giunge, anche dalla Filarmonica di Ardea, che, per il decennale, ne interpreta i brani più popolari realizzandone un CD. Prevista inoltre alle 15.30 presso il cimitero del Comune la benedizione della tomba dell’artista.
Per la gioia dei fan, per l’occasione sarà aperta al pubblico la Casa Museo intitolata al maestro: «Sono trascorsi dieci anni dalla scomparsa di Franco Califano — ha dichiarato Antonello Mazzeo — ma in fondo è come se non ci avesse mai lasciato ed è la sua musica a renderlo immortale. Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato con la Fondazione alla realizzazione degli eventi per la commemorazione del decennale».
Attesa infine, nella giornata del 1° aprile, la presentazione del libro Oltre la maschera, scritto da Stefano Puracchio in omaggio al cantautore.
Tra gli appuntamenti da non perdere dedicati alla canzone di Franco Califano, mercoledì 29 marzo al Teatro degli Eroi Quartiere mio, giovedì 30 marzo al Ristorante Vittorio Emanuele Gli amici restano, venerdì 31 al Teatro Manfredi Sogno le strade che portano al mare, spettacoli a cura della Onlus e diretti da Alberto Laurenti.
I VOLUMI CHE RACCONTANO FRANCO CALIFANO
Stefano Orlando Puracchio – Franco Califano: Oltre la maschera (Demian Edizioni)
In occasione del decennale della scomparsa di Franco Califano, Demian Edizioni pubblica Franco Califano: oltre la maschera, il nuovo libro di Stefano Orlando Puracchio. Il saggista dedica a un suo antico amore un testo che approfondisce la poetica, la musica, i temi e l’arte del popolare — ma anche controverso, probabilmente non capito mai fino in fondo — cantautore.
Il cortocircuito rappresentato dall’agire di Franco Califano copre diversi aspetti. Non solo il fatto che, nella nostra società dell’immagine, sia esistito un “belloccio capace di fare anche il poeta”, come diceva lui stesso. Califano è stato tanto un fine autore di canzoni quanto un affascinante playboy.
Ma pure un autodidatta, un vizioso, un richiesto “autore per altri” che ha deciso di mettersi
in proprio, una persona che alternava testi pregevoli in italiano a testi altrettanto pregevoli in vernacolo. «Credo che sia importante dire — sottolinea l’autore — che, per Califano, poesia e canzone avevano la stessa dignità artistica. Nel libro, com’è facilmente intuibile, mi spendo molto sul concetto di canzone e di poesia in e per Califano. Nessuna differenza quindi. Anche se, bisognerebbe segnalare una sagace battuta: Califano ha dichiarato di essere passato dalla poesia alla canzone solo perchè, con la poesia, sarebbe morto di fame».
Nonostante album e singoli pubblicati certifichino l’importante contribuito che Franco Califano ha dato alla storia della musica leggera italiana dagli anni 1960 agli anni 2010, nonostante la fama e la bellezza di brani come Minuetto, Tutto il resto è noia, E la chiamano estate, Stasera sono solo, Non escludo il ritorno e tanti altri, ancora oggi, a distanza di dieci anni dalla morte, si parla fin troppo della sua maschera di guascone e ancora poco della sua levatura artistica.
Puracchio ha intervistato varie personalità vicine a Califano come Frank Del Giudice (compositore musicale della celeberrima Tutto il resto è noia), Antonello Mazzeo (amico fraterno e presidente della Trust Onlus Franco Califano), Alberto Laurenti (arrangiatore, compositore e collaboratore di Franco). Prefazione di Simone Gambacorta, postfazione di Donato Zoppo.
Puracchio ha approfondito la vicenda del Califfo evitando l’agiografia, con l’obiettivo di studiarlo in modo equilibrato, facendo sì che gli eccessi — persino quelli avallati dallo stesso Califano — smettano di sovrastare i successi: «Credo che sia giunto il momento di bilanciare correttamente, una volta per tutte, vizi e virtù di Califano. Giusto ricordare i suoi vizi. Altrettanto giusto, però, mettere in risalto il suo lato autoriale. Che era ed è eccelso. E, soprattutto, ricordare che, col chiacchiericcio soltanto, non si fa un buon servizio alla causa. Perché, purtroppo, la tendenza morbosa di parlare solo dei vizi di Califano, solo della sua
ingombrante maschera, in passato, ha oscurato fin troppo il fatto che stiamo
parlando di uno dei più importanti autori della musica leggera italiana».

Vito Vita, Giangilberto Monti – Franco Califano. Vita, successi, canzoni ed eccessi del «Prévert di Trastevere» (Gremese)
Artista discontinuo ma di eccezionale talento, autore di grandi successi, interprete di canzoni dialettali romanesche, infaticabile animatore delle notti capitoline e talvolta protagonista di storie di cronaca nera, Franco Califano nasce a Tripoli nel 1938 ma cresce e vive a Roma dove scompare il 30 marzo 2013, lasciando in eredità, tra canzoni e poesie, circa 1000 opere.
La sua vocalità arrocchita, accentuata da stravizi e sigarette, ha tonalità mediobasse e una tessitura limitata, ma le sue composizioni acquistano uno straordinario respiro melodico quando sono eseguite da interpreti del calibro di Ornella Vanoni (La musica è finita, Una ragione di più), Mia Martini (Minuetto, La nevicata del ’56), Mina (Amanti di valore), Peppino Di Capri (Un grande amore e niente più), Bruno Martino (E la chiamano estate), Fred Bongusto (Questo nostro grande amore) e moltissimi altri interpreti.
Questo libro ripercorre la vita e la carriera del Prévert di Trastevere (come la stampa lo ha spesso definito), riportando le testimonianze di amici e collaboratori intervistati per l’occasione e attingendo ai tanti spunti autobiografici sparsi nelle sue canzoni: a cominciare da due capolavori come Tutto il resto è noia (1977) e La mia libertà (1981), canzoni-manifesto della sua ispirazione e del suo stile di vita anticonformista.






































