John Wick 4

Vita da killer: una via crucis fino al Sacré - Coeur...

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John Wick 4
di Chad Stahelski
con Keanu Reeves, Donnie Yen, Bill Skarsgård, Laurence Fishburne, Hiroyuki Sanada

Se il cinema è la vita senza le parti noiose, John Wick è la sparatoria senza le spiegazioni. Ma qui le spiegazioni ci sono: nella quarta puntata della saga di Jardani Jovanovich, alias Baba Yaga, nome americano John Wick,  il nostro si scontra con la Gran Tavola (che regge, protegge e tiranneggia tutti gli assassini professionali). Il nuovo reggente, il giovane crudelissimo marchese De Gramont, vuole l’eliminazione di Wick per le disobbedienze dei primi tre film e ordina anche la demolizione delle strutture amiche, gli hotel Continental a New York e ora a Osaka. Questa premessa riguarda la parte “parlata” della storia. Il resto dei 170 minuti della vicenda è la consueta serie di sparatorie in corpo a corpo in cui Wick elimina un migliaio di disgraziati con ritmi così indiavolati da sublimare la ripetitività dei videogame (con qualche punta di ironia). Sarà l’effetto Keanu Reeves: la saga di John Wick sembra un Matrix scarnificato  nell’universo parallelo degli assassini. Però, fateci caso, gli automobilisti francesi a Parigi sembrano più pericolosi dei professionisti della morte. E, ideale ricongiunzione al primo film, anche qui c’è qualcuno incazzato perché hanno sparato al suo cane. A ben guardare è un film di stuntmen che aiutano il protagonista a recitare, un po’ come i film ginnici di Bud Spencer. Giustamente il regista ha invocato l’Oscar per chi fa i capitomboli. Scommesse aperte sul numero 5…

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